“Non sono preoccupato, mi sembra una situazione gestibile nella normalità della vita democratica di un Paese”. Parola del presidente del Consiglio Mario Monti, a margine di una conferenza a Cannes, dove ha risposto  alle domande dei giornalisti sulla situazione del governo. L’ex rettore della Bocconi, poi, ha parlato anche dell’operato del suo governo, specificando che “la politica italiana è complessa, eppure abbiamo fatto passi in avanti che altri paesi hanno considerato di fare ma che non hanno fatto”. Non solo. A sentire Monti, infatti, “grazie alla strana, grande coalizione” il Paese “è riuscito a uscire da una situazione grave”. Nello specifico, ha detto Monti,”sono state fatte riforme strutturali che né centrodestra né centrosinistra avrebbero potuto fare da soli”. Chiare le sue parole sulla situazione ereditata dal precedente esecutivo, “la cui gravità non si misurava solo in conseguenze per l’Italia. Eravamo il Paese che avrebbe potuto far crollare la zona euro in modo definitivo – ha osservato il capo del governo – e quindi permettetemi di invitarvi a considerare con nuovo sguardo questo sistema politico che è magari complesso ma che in momenti particolari sa produrre un disarmo”.

Poi l’appello, tanto chiaro che sembra un messaggio a chi sta agitando le acque nella contingenza: “Bisogna assolutamente evitare che l’Italia ricada nella situazione precedente” all’arrivo del governo tecnico. Un concetto peraltro ribadito in un’intervista al canale finanziario francese Bfm Business. L’intervistatore ha chiesto al capo del governo: “Berlusconi ha annunciato la sua ricandidatura. Lei ha appena detto che quando è arrivato al governo l’Italia rischiava di essere il detonatore che rischiava di far saltare l’Eurozona. Ritiene ancora che ci sia questo rischio?”. E Monti, senza giri di parole: “Bisogna assolutamente evitare che l’Italia ricada in questa situazione. E sono convinto – ha aggiunto – che qualunque sia il colore del governo che verrà dopo di me, la saggezza degli uomini e delle donne della politica italiana prevarrà. Sono certo che non ci sarà la tendenza a distruggere quel che è stato fatto in termine di messa in sicurezza delle finanze pubbliche. Resta però enormemente da fare in termini di crescita”.

Una frase che fa il paio con quanto detto dal premier al suo arrivo nella città del festival cinematografico, quando ha sottolineato come si debba essere “sempre vigili verso ogni forma di populismo e di nazionalismo”. Un riferimento alla mossa del Cavaliere? Chissà. “Il rischio populismo esiste anche in Italia – ha sostenuto il premier – è un fenomeno molto diffuso” e si manifesta “nella tendenza a non vedere la complessità dei problemi o forse a vederli ma a nasconderla ai cittadini. La spiegazione della complessità dei problemi fa parte dei doveri di chi ha delle responsabilità politiche – ha detto ancora Monti – ma questa scorciatoia per la ricerca del consenso attraverso anche la presentazione di promesse illusorie è un fenomeno che c’è in molti paesi europei”. Una parola sulla decisione del Popolo della libertà, invece, c’è stata. “Il fatto che con l’approssimarsi delle elezioni, che comunque sarebbero arrivate in aprile – ha detto Monti – il Pdl abbia deciso di ritirare il suo appoggio sistematico introduce un elemento molto importante nella politica italiana, ma vorrei che non vi sfuggisse il risanamento di bilancio fatto in un anno”. 

Il presidente del Consiglio, inoltre, ha ribadito il fortissimo impegno del suo governo contro l’evasione fiscale, contro cui “bisogna assumere la psicologia del guerriero”. Una guerra, è il parere dell’ex rettore della Bocconi, da proseguire con strumenti ordinari, con l’atteggiamento che “che ha adottato l’Italia contro il terrorismo, senza ricorrere a leggi eccezionali”. Quindi è tornato a dire di riconoscere la stretta avvertita da alcune categorie, rilevando che per il ricorso a Guardia di Finanza e forze di Polizia “c’è stato scontento da parte di alcuni partiti politici e professionisti, ma io ho detto che siamo in guerra contro l’evasione fiscale”. Una lotta, ne è convinto il premier, che alla fine “ripagherà i cittadini”. “Speriamo – ha detto Monti guardando al resto dei Paesi Ue – che vi sia la stessa attitudine anche in altri Paesi europei davanti alle riforme adottate in Italia”.

Poi la considerazione finale, su ciò che sarà dopo la sua esperienza di governo tecnico. “Mi piacerebbe, e sono sicuro che così sarà – ha detto Monti – che l’Italia continuasse ad essere sempre di più un protagonista attivo dell’avanzamento di questa gestione consapevole della collettività internazionale e che non si buttasse o ributtasse nella coltivazioni delle visioni più viscerali che i cittadini possono, a volte comprensibilmente e giustificatamente avere, ma secondo me non i responsabili politici”.