“E’ chiaro che l’occupazione soffre, è un dato ovviamente negativo ma atteso”. Con queste parole il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, ha commentato i dati riguardanti la disoccupazione in Italia, aggiungendo che “se l’economia rallenta non si può pensare che l’occupazione migliori, anche nei nostri dati c’è un peggioramento nel 2013”.

Le dichiarazioni del ministro confermano dunque il quadro nero tracciato dall’Istat: in Italia la disoccupazione cresce a livelli da record. E’ allarme soprattutto per i giovani e aumenta anche l’esercito dei precari: sono quasi tre milioni. A ottobre il tasso di disoccupazione ha superato la soglia dell’11% attestandosi all’11,1%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto a settembre e di 2,3 punti nei dodici mesi. I disoccupati sono 2 milioni 870 mila, in crescita del 3,3% rispetto a settembre (+93 mila unità). Su base annua si registra una crescita del 28,9% (+644 mila unità). Ancora più preoccupante la situazione dei giovani: tra i 15-24enni le persone in cerca di lavoro sono 639 mila e rappresentano il 10,6% della popolazione in questa fascia d’età.

A ottobre il tasso di disoccupazione giovanile è al 36,5%, in aumento di 0,6 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 5,8 punti nel confronto tendenziale. Si tratta di un livello record. Nelle regioni meridionali raggiunge valori molto elevati, pari al 41,7% per gli uomini tra i 15 e i 24 anni e al 43,2% per le giovani donne. E’ record anche per il lavorio precario: nel terzo trimestre sono 2.447.000 i dipendenti a termine, di cui 1.760.000 a tempo pieno e 687 mila a tempo parziale, a cui si aggiungono 430 mila collaboratori: in totale 2.877.000 lavoratori, il massimo dal terzo trimestre del 2004, inizio delle serie storiche relative ai collaboratori. Se si considerano solo i dipendenti a termine si tratta del valore più elevato dal terzo trimestre 1993. I lavoratori part time sono 3 milioni 847 mila lavoratori: il livello più alto dal terzo trimestre 1993. Oltre la metà di loro, circa il 58%, rientra nel cosiddetto “part time involontario”: si tratta di chi ha accettato un contratto a orario ridotto in mancanza di un impiego full time.

“Il 2013 sul lato dell’occupazione sarà ancora più pesante del 2012, che già è stato l’anno più pesante di questi anni di crisi”, avverte il leader della Cgil, Susanna Camusso. “Non essendo intervenuti – ha spiegato – con risposte ai fattori che determinano le difficoltà l’effetto è moltiplicatore”. Per Camusso, “la riorganizzazione degli ammortizzatori sociali sarebbe da rinviare in un momento di crescita e non dovrebbe essere realizzato in un momento di picco così grave” per l’occupazione. La situazione del lavoro è nera in tutta l’Europa, dove a ottobre si sono registrati circa 26 milioni di senza lavoro, di cui 18,7 solo nella zona euro, 173mila in più rispetto a settembre. Il tasso di disoccupazione di Eurolandia ha infatti segnato un nuovo record il mese scorso, salendo all’11,7% rispetto al 11,6% di settembre. Un livello “inaccettabile” per la Commissione europea. A ottobre 2011 era al 10,4%. Tra i giovani sotto i 25 anni, il tasso di disoccupazione è balzato al 23,9%. Il portavoce al Lavoro Jonathan Todd ha sottolineato con preoccupazione che “le differenze tra i paesi membri aumentano sempre di più”. E il presidente della Bce, Mario Draghi, ha definito “fondamentali” per Italia e Francia le riforme per “rendere meno rigido” il mercato del lavoro.