I maxi-prestiti a tre anni concessi agli istituti di credito europei dalla Bce tra il 2011 e il 2012 a tassi stracciati porteranno “scompiglio” nell’economia mondiale, quando il debito maturerà, nel 2014 e nel 2015. Il monito è arrivato dal capo economista della Banca Mondiale Kaushik Basu. “E’ una montagna di debito e ci sbatteremo contro. Ci sarà un altro grande botto nell’economia globale nel 2014 e 2015”, ha detto Basu, durante un convegno ad Helsinki, secondo quanto riportato da Bloomberg. Le misure della Bce hanno fatto “guadagnare tempo” ma “non risolvono nessuno dei problemi alla radice”, ha sottolineato Basu.

Considerando le circostanze, “non penso che la Bce avesse altre scelte a disposizione, ma quando si guadagna tempo bisogna sfruttarlo per agire, altrimenti la crisi ritornerà. E il rischio che ritorni c’è”, ha aggiunto Basu. “La situazione in Europa resterà problematica per due, due anni e mezzo”. Nello scenario migliore, ha concluso il capo economista della Banca Mondiale, la crescita economica dell’eurozona segnerà una “stagnazione” fino al 2015 prima di riprendersi.

I prestiti elargiti alle banche europee, tra dicembre 2011 e febbraio del 2012, ammontano in totale a 1.019 miliardi di euro e la tranche più grossa è andata alle banche italiane che hanno ricevuto circa 270 miliardi. Come ricorda Gianni Dragoni, nel suo recente Banchieri & Compari (Chiarelettere), in Italia il grosso è andato a Intesa San Paolo, che ha avuto 36 miliardi, seguita da Unicredit con quasi 24, Monte dei Paschi di Siena con una ventina, Mediobanca con 7,5 e una decina di altrettanti istituti. Sostegno da Francoforte anche alla Cassa depositi e Prestiti, ha ricevuto un finanziamento di 20 miliardi all’1 per cento di interessi per finanziare le piccole e medie imprese.