Cori da stadio, applausi, entusiasmo alle stelle e una standing ovation. Al suo arrivo, Matteo Renzi è stato accolto così, come un vero vincitore, dalle centinaia di persone che hanno gremito il comitato elettorale alla Fortezza da Basso di Firenze. Una soddisfazione lampante. E anche una buona dose di politically correct, visto che le prime parole pronunciate sono state per Pier Luigi Bersani: “Un abbraccio particolare a chi ha vinto il primo round, e cioè a Pier Luigi Bersani – ha detto il sindaco del capoluogo toscano – e un saluto particolare ai competitor, che hanno combattuto una battaglia leale e bella. Il centrosinistra che verrà avrà bisogno di coinvolgerli nelle forme più opportune”.

Poi l’analisi del voto, iniziata con un’osservazione ben precisa, geografica: “Abbiamo stravinto nella maggior parte delle regioni rosse, nei comuni come Castelfiorentino dove il vecchio Pci prendeva l’80%. Abbiamo vinto dove pensavano di vincere loro e ppure dicevano che avremmo preso i voti della destra” ha detto il rottamatore, che poi ha fornito dati diversi da quelli ufficiali. “Abbiamo passato l’ultima settimana a fare terapia di gruppo quando ci davano a meno 20 punti, quando molti sostenevano che Bersani avrebbe vinto al primo turno – ha detto il sindaco – Non abbiamo ancora i dati finali del nostro risultato, ma dai seggi campione che abbiamo utilizzato e che hanno azzeccato affluenza, siamo a 5 punti di distacco da Bersani. Un risultato bello e affascinante”. E anche diverso, però, da quanto dice lo spoglio ufficiale, che vede Renzi sotto di quasi otto punti rispetto al segretario democratico.

“Chi contestava le primarie non si sente più: onore al merito di Bersani che ha accettato la sfida delle primarie” ha affermato il primo cittadino fiorentino, che ha detto la sua anche su alcuni disservizi verificatisi durante le operazioni di voto: “Qualcuno di noi si è fatto qualche ora di coda, io due ore e mezzo, ma mi ha colpito l’atteggiamento di grande compostezza che ho visto. Magari per il ballottaggio mettete qualche seggio in più”. Dopo aver confermato che se non vincerà al ballottaggio sarà comunque al fianco di Bersani e che “ora si riparte da zero a zero”, Renzi ha rilanciato la sfida. Con una battuta. “Se fossimo a Sanremo avremmo ricevuto il premio della critica, ma noi vogliamo vincere il festival” ha detto Renzi. Che poi ha tracciato la strada: “Faremo l’ultima settimana pancia a terra, rispettando Bersani ma cercando di vincere. Ora c’è da riposarsi per qualche ora, ma domani dobbiamo ripartire analizzando i luoghi in cui è andata peggio – ha proseguito Renzi – Ci hanno detto che non rappresentavamo nessuno,che eravamo una bolla mediatica. Ora si riparte alla pari, non c’è partita più bella di quella che ci vede in svantaggio. Se non ce la faremo – ha concluso il sindaco di Firenze- daremo una mano a Bersani e insieme dimostreremo che il centrosinistra può vincere le elezioni e cancellare la brutta pagina del centrodestra e dei governi Berlusconi”.