Esistono luoghi che prima di assumere una precisa connotazione geografica sono luoghi della memoria, spazi che sono anche un tempo, momento storico definito e al contempo universali depositari di una particolare condizione umana. A pochi metri di distanza dalle rocce dure del Carso, vicino alle trincee ungarettiane della Grande Guerra, nel Friuli viscerale paradiso perduto di Pasolini, Paolo Rossi c’è nato, ma come spesso capita solo la distanza può aiutare a recuperare uno sguardo distratto su ciò che è più familiare e quotidiano. Così ha deciso di tornare in teatro e portarci la sua terra, in un anelito di necessità di catarsi, sulle orme del passato, in previsione di una rinascita.

L’amore è un cane blu – la conquista dell’est è il titolo della nuova produzione della Corte Ospitale di Rubiera (Re) con protagonista il comico friulano, al Teatro Due di Parma da martedì 27 novembre a sabato 1 dicembre. Sul palco assieme a lui Emanuele Dell’Aquila e la band de I virtuosi del Carso, che lo accompagnano, con una vera e propria colonna sonora di liscio balcanico, per quello che viene presentato come “un concerto visionario popolare lirico e umoristico, che narra di un tragico smarrimento e di una comica rinascita”.

Paolo Rossi è l’uomo Paolo Rossi perduto sulle montagne del Carso in una notte magica e al contempo terribile. Nel paesaggio brullo di grotte e rovi, pietre e fiumi sotterranei, familiare eppure sconosciuto, arranca per ritrovare un filo nel caos che regna sovrano, nei rapporti umani e sociali, in una dimensione collettiva e politica che sembra annientata, nei rapporti economici e in quelli affettivi. “Si sa”, dice l’autore-attore, “arrivano momenti in cui i racconti ascoltati nell’infanzia e i sogni e le visoni dell’adolescenza diventano più vividi dei ricordi di vita vissuta lontana o recente o quantomeno spesso si finisce per confonderli. Qui si narrerà di ripartire in ogni trattativa –sia con se stessi, in camera da letto, in piazza o in parlamento– dalla ricchezza di un palpito coraggioso piuttosto che la misera miseria del soldo e della paura”.

Il viaggio di Paolo Rossi conduce il pubblico dunque alla scoperta dell’ amore, per sé, per l’altro, per un’idea: difficile da immaginare quanto il monstrum di un cane blu. Per arrivarci bisognerà cercare di non perdersi, e per non perdersi il modo migliore è non sapere mai dove si sta andando.

Una collaborazione, quella del comico con il teatro di Rubiera, che si rinnova, dopo il successo dello spettacolo Confessioni di un cabarettista di m.- Esercizi spirituali di rifondazione umoristica, trasmesso qualche mese fa su Sky e registrato proprio alla Corte Ospitale. Per informazioni e acquisto dei biglietti si può visitare il sito http://www.teatrodue.org/