“Qualsiasi eventuale anomalia di funzionamento dell’Amministrazione o presunto cattivo uso del denaro pubblico deve trovare una risposta tempestiva da parte delle istituzioni competenti, in termini di trasparenza e chiarezza”. Lo ha affermato il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, in commissione Cultura alla Camera, riferendosi al caso del “corvo del Miur” e degli appalti truccati sollevato dal Fatto Quotidiano qualche giorno fa. Al centro dell’inchiesta, gli sprechi nella gestione dei fondi per la ricerca.

Profumo, sulle presunte irregolarità nella gestione dei finanziamenti alla ricerca e l’acquisto dei prodotti didattici multimediali ‘Pillole del sapere‘, ha spiegato: “Per quanto riguarda i finanziamenti alla ricerca già nella giornata di sabato 17 novembre – e cioè il giorno stesso in cui un quotidiano ha dato notizia di aver ricevuto un dossier anonimo – ho richiesto alla Ragioneria Generale dello Stato di disporre con immediatezza un’indagine amministrativo-contabile, da parte dei Servizi Ispettivi di Finanza pubblica, sulle modalità di gestione delle risorse finanziarie nazionali e comunitarie dal 2008 ad oggi”.

Il ministro ha poi aggiunto: “Questo è stato fatto pur consapevoli della natura anonima del dossier del quale il Ministero a tutt’oggi non conosce i contenuti, ma in considerazione della gravità delle circostanze ivi ipotizzate. Vorrei evidenziare che il corpo tecnico del quale è stata richiesta la collaborazione è altamente qualificato, chiamato ad operare in piena autonomia e ha, tra i propri obblighi, ad esito dell’azione ispettiva, quello di segnalare alla magistratura contabile e penale le eventuali irregolarità rinvenute. Ritengo anche necessario accelerare, nell’ambito della più generale operazione di riorganizzazione del Ministero, il processo, già in atto, di rafforzamento della Direzione Generale per il Coordinamento e lo Sviluppo della Ricerca, anche attraverso l’assegnazione alla stessa di una congrua parte dei nuovi funzionari che entreranno in servizio nel prossimo mese di dicembre”.

“Per quanto riguarda il secondo tema, quello dell’acquisto delle cosiddette ‘Pillole del Sapere(brevi e costosi filmati didattici di 3 minuti acquistati da Viale Trastevere, ndr) – ha continuato Profumo – ho avviato accertamenti amministrativi volti a verificare il procedimento relativo all’acquisizione dei citati contenuti multimediali didattici. Si tratta di una procedura che presenta un’architettura complessa che ha interessato, in fasi diverse, oltre alla struttura amministrativa del Ministero e a due istituti scolastici, anche altri organismi istituzionali e cioè l’Ansas – Agenzia Nazionale per l’Autonomia Scolastica (oggi, Indire) e la Consip spa, società del Ministero dell’Economia e delle Finanze”.