Renzi deve spiegare se c’è conflitto di interesse tra lui, il Comune di Firenze, l’Istituto di credito fiorentino e un finanziere noto come suo sponsor”. Lo ha dichiarato Nichi Vendola, candidato alle primarie del centrosinistra, riferendosi alle notizie apparse su Il Fatto quotidiano in merito ai suoi rapporti con il guru della finanza Davide Serra. “Non mi piacciono le campagne elettorali fatte di colpi bassi – aggiunge Vendola – bisogna discutere di politica. Io spero che Matteo Renzi possa difendersi”. 

Mentre Renzi dice ai suoi che i sondaggi lo danno in vantaggio, Vendola si dice “convinto che domenica prossima ci sarà una grande sorpresa nelle urne, la bolla mediatica costruita con malizia per cui le primarie sarebbero tra Bersani e Renzi sarà frantumata da coloro che andranno a votare. La sorpresa sarò io. Mi dò vincente, sono una polizza di assicurazione per il popolo di centrosinistra, perché dico in modo chiaro che siamo alternativi ad agenda Monti”. 

Il leader di Sel, che ha come punti di riferimento Pier Paolo Pasolini ed Enrico Berlinguer, si è anche espresso favorevolmente a un’eventuale nomina di Massimo D’Alema alla Farnesina.  Il governatore della Puglia ha detto che “D’Alema è stato qualche volta terribile sulla politica nazionale, ma come ministro degli Esteri è stato straordinario”. E non ha escluso un suo ritorno al ministero: “Non avrei obiezioni” aggiungendo: “In un mondo in cui si ragionava di guerra infinita ha costruito una modalità differente di vivere nello scacchiere internazionale”. 

Su Di Pietro: ”Mi fido di lui, ho stima e amicizia, ha dato un contributo alla costruzione dell’etica pubblica in questo paese. Oggi vive un momento d’ombra. Ma io sono contrario ai processi mediatici e devo continuare a nutrire fiducia per lui ed aspettare, com’è stato per me, che possa difendersi in un’aula giudiziaria senza essere giudicato in contumacia”.

Beppe Grillo, invece, secondo Vendola, si può battere solo sfidandolo e non demonizzandolo: “Lui ha nel suo vocabolario parole chiave che parlano della crisi del mondo. Bisogna sfidarlo sul terreno di quelle parole. Non bisogna demonizzarlo, perché significa consegnarlo al mito. Bisogna provare a parlarci”. E se Vendola possa essere l’anti-Grillo, osserva: “Non lo so. Bisogna provarci. Certamente è molto più facile parlare alla pancia del Paese che al cervello. La verità è che viviamo un’epoca veramente drammatica”.