Il filmato mostra una terra desolata, case sventrate dalle bombe. E feriti: trasportati fortunosamente in un ospedale da campo dove verranno curati, non importa se provengono dalle truppe dei ribelli o da quelle di Bashar al-Assad.

Siamo nel nord della Siria, nell’area al confine con la Turchia occupata dalle forze combattenti dell’opposizione, e l’ospedale è uno dei quattro che l’organizzazione medica umanitaria Medici senza frontiere è riuscita ad aprire e a rendere operante. Quasi un miracolo, viste le difficoltà a penetrare in territorio siriano.

In quattro mesi – dalla fine di giugno a tutto ottobre – le equipe mediche di Msf hanno trattato più di 2.500 pazienti ed effettuato circa 550 interventi chirurgici. Molti di questi erano dovuti alle violenze, come ferite da arma da fuoco, schegge, fratture esposte e ferite causate da esplosioni.

Tra i pazienti ci sono donne e bambini, ma anche combattenti provenienti da diversi gruppi dell’opposizione e dall’esercito governativo.

Gli scontri hanno portato molte persone che vivevano nelle zone del conflitto ad abbandonare le proprie case. In una delle città siriane in cui opera Msf, la popolazione è passata da 6.000 a 30.000 persone nel giro di pochi mesi. Molte famiglie sfollate stanno trovando riparo nelle scuole. Le équipe di Msf stanno fornendo loro acqua potabile e programmando la distribuzione di materiali di soccorso.

In risposta all’aumento dei bisogno medici in Siria e alla mancanza di rifornimenti sanitari, Msf ha donato tonnellate di materiale medico e di generi di primo soccorso agli ospedali da campo e alle cliniche nei governatorati di Homs, Idlib, Hama e Deraa e alla Croce Rossa Siriana a Damasco.

Oltre a questi coraggiosi operatori sanitari che si prodigano in un’area di guerra particolarmente pericolosa, i medici e i paramedici di MSF prestano soccorso anche alle vittime del conflitto siriano riparate nei paesi immediatamente confinanti (Iraq, Giordania, Libano e Turchia) dove offrono assistenza sanitaria ma anche psicologica per gli inevitabili e drammatici traumi provocati dalla guerra.

La maggior parte dei rifugiati siriani che giungono in Libano si stabiliscono nella città settentrionale di Tripoli. MSF sta fornendo assistenza medica a Tripoli e nella Valle della Bekaa, il principale punto di attraversamento della frontiera del Libano per le persone che fuggono dalla Siria. A oggi, le équipe di MSF hanno visitato 11.600 pazienti ed effettuato più di 1.700 consultazioni psicologiche individuali.

In Iraq, MSF è il principale fornitore di servizi sanitari nel campo rifugiati di Domeez, nel nord, dove si sono stabilite più di 15.000 persone. Dal maggio scorso, le équipe mediche di MSF hanno visitato più di 20.500 pazienti.

In Turchia, MSF lavora a Kilis, al confine con la Siria, e nella capitale, Istanbul, fornendo supporto psicologico ai civili che fuggono dal conflitto.

di Medici Senza Frontiere