La tensione è sempre altissima tra Israele e Palestina. Gli attacchi di Tel Aviv continuano e Hamas risponde lanciando razzi contro la capitale israeliana. L’esercito di Netanyahu ha minacciato le truppe palestinesi di entrare a Gaza se non cesseranno gli attacchi entro 24-36 ore. I raid aerei israeliani sono stati circa 1.000 finora dall’inizio dell’operazione “Colonna di difesa”. Le vittime palestinesi 42, mentre i morti israeliani 3. Le reazioni della comunità internazionale non si sono fatte attendere: Barack Obama ha ribadito il diritto all’autodifesa di Israele, mentre è di tutt’altro avviso l’egiziano Mohammed Morsi che ha attaccato duramente Tel Aviv.

LA LEGA ARABA: “DA ISRAELE CRIMINI CONTRO L’UMANITA'” – E’ in corso la riunione straordinaria dei ministri degli Esteri della Lega araba, chiesta dal presidente palestinese Abu Mazen, per discutere di Gaza. In apertura il segretario generale della Lega araba ha definito “l’aggressione” israeliana a Gaza un “crimine contro l’umanità”. Ha annunciato anche che la Lega romperà l’embargo imposto a Gaza in segno di aiuto.

OPERAZIONE DI TERRA IN 24-36 ORE – Se entro le prossime 24-36 ore Hamas non smetterà di lanciare razzi contro Tel Aviv, Israele potrebbe ordinare alle truppe di terra di entrare a Gaza. “Non vogliamo entrare a Gaza se non è necessario” ha affermato il viceministro degli Esteri israeliano “Ma se continuano a lanciare razzi un’operazione di terra è possibile”. Le truppe sono state già mobilitate: circa 30mila soldati israeliani si stanno ammassando al confine con la Striscia di Gaza, secondo quanto riferito dalla Cnn.

GLI ATTACCHI ISRAELIANI – Sabato mattina Israele aveva colpito e distrutto il quartier generale del governo di Hamas, secondo quanto reso noto dallo stesso Movimento islamico di resistenza. L’edificio avrebbe subito gravi danni. “Il nostro quartier generale è stato completamente distrutto e alcune case vicine sono state danneggiate dai bombardamenti barbari di Israele”, afferma un responsabile di Hamas. Ma la reazione del premier del governo di Hamas, Ismail Haniyeh, è durissima: “I sionisti credono che il loro attacco ci indebolirà, ma è vero il contrario. Rafforza la nostra determinazione a liberare la Palestina finché non vinceremo”. Hamas ha anche dichiarato che Israele “se ne pentirà” nel caso decida di attaccare via terra la Striscia di Gaza. “Saranno gli israeliani a pagare il prezzo dei crimini commessi dai loro governanti, che hanno oltrepassato tutte le linee rosse”.

“Le Forze di difesa israeliane hanno preso di mira 85 nuovi siti terroristici”, precisa l’esercito dello Stato ebraico sul suo account ufficiale di Twitter. Le intenzioni di Tel Aviv sono serissime, come già era emerso ieri quando erano stati richiamati 75mila riservisti.

E’ il quarto giorno dell’offensiva israeliana, chiamata “Colonna di difesa” e sono stati circa 1.000 gli attacchi aerei di Tel Aviv che fino a ora hanno portato a 42 morti palestinesi e 3 israeliani. Le ultime tre vittime, palestinesi, si sono contate la notte scorsa durante uno dei raid aereo dei caccia di Benjamin Netanyahu. Secondo una fonte di sicurezza palestinese, i tre uomini, morti nel campo profughi di Maghazi, erano membri delle Brigate Ezzedin al-Qassam, il braccio armato di Hamas.

GLI ATTACCHI PALESTINESI – Intanto la portavoce della polizia di Israele, Louba Samri, ha riferito che 16 razzi sono stati lanciati nella mattinata dalla Striscia di Gaza verso Israele, senza fare feriti, mentre altri 5 sono stati intercettati dal sistema israeliano Iron Dome. Secondo fonti militari, tuttavia il numero dei tiri di razzi da Gaza “sono sensibilmente diminuiti”. Secondo un calcolo della tv israeliana circa 180 raid hanno invece colpito nella notte la Striscia. Sono otto quelle dei raid israeliani di questa mattina. Sale così a 42 il bilancio delle vittime palestinesi dall’inizio dell’offensiva militare israeliana mercoledì scorso. Secondo fonti mediche di Gaza, invece, sono 345 i palestinesi rimasti feriti. Tre le vittime israeliane dall’inizio dell’attacco, uccise giovedì da un razzo palestinese caduto nel sud di Israele. 

USA: “I RAZZI DI GAZA HANNO FATTO PRECIPITARE LA SITUAZIONE” –  Gli Stati Uniti continuano a difendere a spada tratta Israele. La Casa Bianca ha infatti definito il lancio di razzi dalla Striscia di Gaza contro Israele, il “fattore principale” che ha innescato la reazione dello Stato ebraico. Lo ha dichiarato il numero due del Consiglio Nazionale per la Sicurezza, Ben Rhodes. Il presidente americano Barack Obama ha avuto un colloquio con il premier israeliano Netanyahu e ha ribadito il sostegno Usa al diritto all’autodifesa invocato da Israele contro Hamas. 

LE REAZIONI –  Il presidente egiziano Mohammed Morsi, invece, è più vicino alle posizioni palestinesi. Così come il premier turco Recep Tayyip Erdogan che ha espresso l’intenzione di fare pressione su Hamas per il cessate il fuoco solo “se gli Stati Uniti faranno la stessa cosa con Israele” e ha aggiunto “Israele dovrà rendere conto per il massacro di bambini innocenti a Gaza”. Il presidente del consiglio Mario Monti si è detto preoccupato per l’escalation di violenza a Gaza e questa mattina ha ricevuto una telefonata dal primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, al quale ha assicurato che l’Italia è pronta a svolgere un ruolo attivo a favore di una ricomposizione della crisi. Il ministro della difesa iraniano, invece, ha lanciato un appello al mondo islamico invitandolo ad “azioni di rappresaglia” contro Israele per mettere fine ai “crimini del regime sionista” a Gaza.

Intanto i membri del consiglio di sicurezza dell’Onu stanno discutendo una nuova bozza di dichiarazione sulle violenze in corso a Gaza. Nel testo, elaborato dal Marocco insieme agli altri Paesi Arabi, si esprime grave preoccupazione per il deterioramento della situazione e si condannano gli attacchi militari di Israele che hanno portato alla morte di civili palestinesi, tra cui anche bambini.

I Quindici – si legge nella bozza – chiedono che Israele cessi immediatamente gli attacchi e rispetti gli obblighi derivanti dal diritto umanitario internazionale, oltre a consentire la regolare fornitura di cibo, medicinali e altri generi di prima necessità. Si domanda inoltre alla comunità internazionale di fornire assistenza umanitaria supplementare ai palestinesi che si trovano in situazioni di emergenza. Nessuna riunione dell’organo Onu è tuttavia prevista nelle prossime ore.

E nel frattempo anche Anonymous è uscito allo scoperto schierandosi al fianco dei palestinesi: il collettivo di ‘hacktivisti’ ha sferrato un attacco in grande stile nella notte contro centinaia di siti web israeliani in segno di protesta per l’operazione contro la Striscia di Gaza. Secondo le autorità palestinesi gli hacker hanno attaccato vari siti istituzionali come quello del governo, del ministero degli Esteri, del partito Kadima, della Banca di Gerusalemme e del comune di Tel Aviv (che è quello che dà, tra le altre cose, le indicazioni alla popolazione sui rifugi). Il sito web del governo è rimasto bloccato per vari minuti, mentre Anonymous sostiene di aver cancellato il database del ministero degli Esteri.

Migliaia di israeliani hanno ricevuto un sms firmato dal braccio armato della Jihad islamica palestinese: “Gaza sarà la vostra tomba”.