A Bruxelles naufraga l’accordo per salvare le borse di studio Erasmus 2012 mentre in extremis arriva l’ok agli aiuti europei per il terremoto dell’Emilia-Romagna, in bilico fino alla fine. Alla riunione dell’Ecofin di oggi, coi ministri ministri delle finanze dei 27 Paesi Ue, Gran Bretagna, Germania, Svezia, Olanda e Finlandia, hanno fatto saltare per un discorso di veti incrociati l’accordo sugli aumenti chiesti da Bruxelles per onorare i pagamenti del 2012, comprese appunto le borse di studio già assegnate ai ragazzi di tutta Europa per studiare all’estero. Solo all’ultimo minuto è stato scongiurato l’incidente diplomatico che avrebbe comportato il rifiuto di elargire i 670 milioni destinati all’Emilia-Romagna, aiuti che saranno in ogni caso compresi nell’accordo finale sul bilancio. Su tutto il resto invece sarà battaglia martedì prossimo tra i 27 ministri delle finanze europei.

Doveva essere una riunione tranquilla, invece è guerra aperta. Cinque Paesi Ue hanno bloccato i 9 miliardi di euro di ratifica per il bilancio 2012 chiesti, e dati per scontati il 23 ottobre, dal Commissario Ue al Bilancio Janusz Lewandowski. 90 milioni dovevano servire a pagare le fatture già emesse per il programma Erasmus di quest’anno. Il risultato è che i ragazzi che contavano di partire da qui alla fine dell’anno rischiano di dover disfare la valigia, visto che senza questi soldi Bruxelles non può finanziare proprio niente. L’Unione europea ha esaurito i soldi prima della fine dell’anno. Una cosa non del tutto insolita visto che ci troviamo nell’ultimo dei sette anni di programmazione ciclica comunitaria (2007-2013). Il Commissario Lewandowski, a fine ottobre, aveva annunciato una rettifica di bilancio che avrebbe permesso a Bruxelles di pagare le fatture già ricevute, ma come scrive oggi lui stesso su Twitter, “cinque Paesi non vogliono pagare”. Senza questi 90 milioni di euro non naufraga solo l’Erasmus (per il 2012) ma anche altri programmi di studio e ricerca come il Lifelong Learning Programme (180 milioni) e il Galileo (4,8 milioni) oltre che altri programmi legati ai fondi di coesione e di sviluppo sociale.

Una situazione tanto tesa che all’Ecofin di oggi (condotto dagli ambasciatori a livello tecnico) già a metà pomeriggio è stata necessaria una pausa, anche perché il prossimo argomento da affrontare era il bilancio Ue dell’anno prossimo. La Commissione europea sta cercando di preparare una proposta di compromesso visto che buona parte dei governi nazionali non vuole sentire ragioni: il bilancio Ue 2013 va ridotto. In primis la Gran Bretagna che, se potesse, a Bruxelles taglierebbe anche l’acqua calda. Non è un caso che Angela Merkel sia volata a Londra l’altra sera per cercare di convincere David Cameron a dissotterrare l’ascia di guerra sul bilancio comunitario. Ma gli Stati membri non intendono però andare oltre un aumento del 2,79 per cento rispetto al 2012 (inflazione compresa) mentre la proposta della Commissione era del 6,85 per cento. Il Parlamento europeo aveva abbassato l’asticella di un misero 0,02 per cento, scatenando l’ilarità dei governi nazionali, che a giudicare dal blocco di oggi sul bilancio 2012, non devono averla presa bene. Si perché il bilancio comunitario va guardato in modo complessivo, dal 2012 al 2013 per poi passare all’intero prossimo periodo di programmazione 2014-2020, sul quale, neanche a dirlo, il disaccordo è totale. Sta di fatto che questa sera i margini di manovra erano limitati, perché il programma Erasmus dovrà essere seriamente ridimensionato.

@AlessioPisano