Studioso della rete e della società, Manuel Castells, ha analizzato nel suo ultimo libro (“Reti di indignazione e di speranza”, università Bocconi editore) le nuove forme di protesta: dalle rivolte del mondo arabo al movimento degli indignados in Spagna, a Occupy Wall Street negli Stati Uniti. “Si tratta di movimenti senza un leader, che nei loro manifesti contengono tutti la parola ‘dignità‘ – spiega il sociologo catalano – e riguarda la propria persona: questa motivazione è più importante delle ragioni ideologiche o economiche”. Castells, docente di comunicazione in California, ha partecipato ieri sera all’incontro ‘Meet the media guru’, organizzato dalla Camera di Commercio di Milano. Sulla situazione italiana non si sbilancia: “Guardo con interesse quello che sta succedendo con il Movimento 5 Stelle, ma non ne conosco abbastanza”. In generale però è evidente come in molti Paesi “la politica in senso tradizionale è finita. Quello che accadrà dopo dipenderà dai cambiamenti della società”  di Francesca Martelli