Un libro scandalo con le memorie hard della pornostar Lea Di Leo, al secolo Sonia Faccio, la “regina” delle linee telefoniche erotiche. Un libro, mai stampato, che ha determinato un colossale raggiro. Le confessioni a luci rosse della Di Leo sono rimaste segrete, ma il tam tam pubblicitario su possibili rivelazioni del contenuto sono servite, secondo l’accusa, a tentare di organizzare una grossa estorsione a danni di vip del mondo dello spettacolo, dello sport e della politica, nomi eccellenti.

Una vicenda approdata adesso in tribunale, a Marsala. Protagonisti-imputati due siciliani, Gaspare Aleci, 35 anni e Gaspare Richichi, 27 anni, presidente e direttore commerciale di una casa editrice con sede a Marsala, la “Imart edizioni” che avrebbe dovuto pubblicare il libro della Di Leo. E’ stato un servizio televisivo delle “Iene” su Italia 1 a far emergere che i due imputati, Aleci e Richichi , avrebbero contattato diversi vip dicendo loro che erano citati nel testo scritto dalla pornostar e che, però, in cambio di una somma di denaro, tra i 10mila ed i 40mila euro, il loro nome avrebbe potuto facilmente scomparire.

Questa mattina è cominciato a Marsala il processo contro Aleci e Richichi: il pubblico ministero Dino Petralia ha presentato la sua lista testi, proprio quel lungo elenco di vip oggetto del ricatto e che dovranno essere sentiti, a cominciare dall’attuale presidente della commissione Finanze del Senato ed ex vice ministro Mario Baldassarri. Oltre a lui, anche attori, cantanti, calciatori, un regista e personaggi del mondo televisivo: una trentina di nomi famosi in tutto, tra cui gli attori Roberto Farnesi e Matteo Branciamore (Marco della serie tv “I Cesaroni”).

Tra le parti offese, a chiedere tramite i propri legali di costituirsi parte civile nel processo, il regista tv John Squarcia, il cantante Gianluca Grignani, i giornalisti Amedeo Goria e Giulio Golia, il rugbysta Dallan Dennis, i giocatori Bojinov, Borriello, Bressan, Coco, Colombo, Dalla Bona, Galante, Iaquinta, Inzaghi, Pavesi, Reginaldo, Tarducci, Zanello.

Sonia Faccio, vero nome della Lea Di Leo, sarà la prima a testimoniare, estranea alle estorsioni e semmai oggetto di minacce di morte. La Faccio-Di Leo ha già assicurato che, al contrario di quanto aveva fatto intendere, il libro non conteneva nomi, ma solo riferimenti indiretti. Ma qualcosa, dal libro “incriminato”, è comunque trapelato: niente nomi per carità, ma alcunestorie molto “particolari”: quella di un giornalista Rai che si eccitava con gli animali e quella di un politico con la passione per le ammucchiate”.