Non bastavano i problemi di tutti i giorni, l’arrivo dell’inverno, il sogno della casa che in paese hanno perso in 5 mila. Ora arriva anche il razzismo, tutto tra emiliani, contro chi in questo momento è in una situazione di debolezza. Lunedì sera ad Alberone, dove giocano molti ragazzi colpiti dal sisma di maggio provenienti dalla vicina Finale Emilia, sono volate parole grosse. “Terremotato, terremotato di m…“, è stato l’insulto rivolto da un giocatore a un suo avversario finalese.

Un attacco banale, in una partita amatoriale di provincia. Eppure non è la prima volta nelle ultime settimane che, per le vittime delle scosse che proprio a Finale hanno avuto il primo epicentro il 20 maggio, la loro situazione diventa un fatto per cui essere sbeffeggiati. Alcune settimane fa c’era stato un episodio ben più grave soprattutto per il palcoscenico nazionale in cui era avvenuto. Durante la partita di Serie B di calcio, Modena contro Cesena,allo stadio Braglia alla fine della gara erano iniziati i classici sfottò tra tifoserie. “Tutti a casa”, avevano urlato gli ultras modenesi verso i romagnoli, forti del 4-0 alla fine della gara. “Tutti in tenda”, la risposta in coro di una parte dei 400 tifosi. Poco dopo era stato lo stesso Coordinamento Clubs Cesena, associazione dei tifosi bianconeri, a prendere le distanze con un comunicato: “Il presidente Roberto Checchia, a nome di numerosi tifosi e club presenti al Braglia di Modena, censurano in maniera ferma i cori incivili lanciati da un gruppo di ‘tifosi’ cesenati all’indirizzo dei supporter modenesi. Le offese alla popolazione colpita dal terremoto sono inaccettabili e indegne, e non rappresentano la tifoseria bianconera”.

Eppure la questione è ritornata, nonostante Galliera, il comune da cui proviene il giocatore autore dell’infelice gesto, sia inserito nell’elenco dei comuni danneggiati, anche se non certo ai livelli di Finale Emilia, vero simbolo del sisma emiliano. La partita di lunedì fra Alberonese e Rangers Galliera faceva parte del girone A del campionato Uisp provinciale. La partita, come riporta la Gazzetta di Modena, fila liscia con il punteggio di 2 a 0 per la squadra di casa. A un certo punto però Simone Paltrinieri, finalese e autore di uno dei due gol diventa però oggetto delle offese da parte di un avversario. “Terremotato” gli urla più volte un avversario. Lui a quel punto risponde: “Sei un uomo di m…”. Non proprio un dialogo amichevole insomma. Ma l’arbitro, in maniera quasi beffarda, espelle solo Paltrinieri. “Terremotato” e mazziato, verrebbe da dire.  

Il sindaco di Finale Emilia, Fernando Ferioli, ci ride su: “Io mi sento terremotato, ho avuto la sfortuna di esserlo e mai avrei immaginato di poterlo diventare, ma per me non è un insulto”, spiega il primo cittadino della paese in provincia di Modena. “La cosa più importante è uscirne con orgoglio e dignità come comunità. E non da soli”

Ma per Ferioli l’intervista con ilfattoquotidiano.it è anche l’occasione per fare il punto sulla situazione. Dal 20 ottobre nessuno è più in tenda, ma ci sono ancora 1.900 case inagibili, cioè 4-5 mila persone su una popolazione di 16 mila, sono fuori dalla loro casa”. Poi l’amministratore lancia l’allarme sulla questione Fisco e della scadenza delle tasse dopo la sospensione post sisma: “La scadenza del 16 dicembre ci distrugge. Nel momento stesso in cui una ditta ha corso come una disperata per fare ripartire l’economia e la propria produzione, si ritrova a dover pagare tutto quello che non è riuscito a pagare in tutti questi mesi”.