Giovedì 1 novembre, alle ore 20.30, nell’ambito di ViaEmiliaDocFest 2012, presso il Teatro dei Segni, in via San Giovanni Bosco 150 a Modena, è in programma la prima nazionale di Modena, Italia, near Bologna di Stefano Cattini e Gualtiero Venturelli.

Un documentario in forma di viaggio (e viceversa) nell’Emilia che c’era, in quella che c’è e in quella che ci sarà, dopo i duri colpi del maggio 2012; ma anche un progetto di lavoro per i prossimi anni, in cerca della storia del tempo presente.

“Modena, Italia, near Bologna” nasce come idea di un mediometraggio da realizzare in  occasione e, in qualche modo a consuntivo, delle celebrazioni del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, che a Modena, più che altrove, hanno visto una grande mobilitazione del mondo delle istituzioni e della cultura e una vasta partecipazione della cittadinanza.

Ben presto, però, il progetto si è dilatato e articolato: non solo è stato realizzato un documentario, in forma di viaggio narrato lungo le strade della provincia, che abbraccia una pluralità di luoghi e una imprevista polifonia di voci, ma soprattutto è andata emergendo, nel corso della lavorazione, la possibilità di usare la videocamera e il racconto orale per intercettare la storia nel suo farsi, per cogliere i mutamenti profondi e durevoli della società – modenese, emiliana, italiana – sotto la superficie dell’apparente eterno presente nel quale tutti abbiamo l’illusione (ambizione? dannazione?) di vivere.

“Il terremoto, da questo punto di vista, ha rappresentato una dura, dolente, ma chiara lezione”, spiegano i registi, “esistono un prima e un dopo, delle cose e delle persone, malgrado l’impressione, erronea, di un’eterna sospensione (della politica, dell’economia, della cultura) nel limbo della transizione”.

Dopo la presentazione del documentario e in parallelo alla sua circolazione,  “Modena, Italia, near Bologna” proseguirà come progetto crossmediale che metterà insieme scrittura e cinematografia, spazi materiali e spazi virtuali sul web, per raccontare, senza accademismi e senza nessuna indulgenza verso gli stereotipi, il presente come storia.

Il regista, Stefano Cattini è nato nel 1966 a Carpi (Modena) dove tuttora vive e lavora come filmmaker e come docente presso scuole d’istruzione secondaria. Ha girato il suo primo cortometraggio documentario nel 2004 e ricevuto numerose selezioni nei festival con ‘Ivan e Loriana’, breve film che è all’origine de ‘L’isola dei sordobimbi’, suo primo lungometraggio. Nel 2010 ha ricevuto la candidatura al premio David di Donatello per il miglior film documentario ed è stato invitato a far parte della European Film Academy. “L’ora blu” (2012) è candidato come migliore documentario al 53° Festival dei Popoli. È fondatore dell’associazione culturale Sequence ed è docente di linguaggio audiovisivo presso vari enti.