Ristrutturazione radicale e soppressione di quasi 10.000 posti di lavoro entro il 2015, di cui 2.500 in Svizzera. Ubs ha confermato così oggi le più nere (per i dipendenti, rosee per gli azionisti) anticipazioni di stampa in contemporanea con l’annuncio dei risultati trimestrali, chiusi con una perdita netta di 2,17 miliardi di franchi, dovuta però agli oneri straordinari di ridimensionamento. Con una “significativa accelerazione nell’implementazione della sua strategia” di autotrasformazione, Ubs ha deciso di “ridefinire” le attività della sua banca d’investimenti (Investment Bank), abbandonando quelle più a rischio, visti i cambiamenti della regolamentazione, in particolare in materia di fondi propri, e l’evoluzione dei mercati. Fonte di perdite croniche dopo la crisi finanziaria, questa unità dovrà concentrarsi in futuro sui suoi punti forti, ossia la gestione patrimoniale, la consulenza, l’analisi finanziaria, i cambi e i metalli preziosi.

Alcune attività, in particolare quelle dette a redditi fissi (Fixed Income), saranno abbandonate. Molti affari che erano redditizi dieci o quindi anni fa non lo sono più a causa delle regole di Basilea III, ha spiegato in una conferenza stampa a Zurigo Sergio Ermotti, presidente della direzione di Ubs da fine settembre 2011. E dopo l’inizio, l’anno scorso, del riallineamento nel settore, le esigenze normative si sono fatte ancora più severe. Il ridimensionamento deve permettere a Ubs di realizzare risparmi supplementari di 3,4 miliardi di franchi all’anno entro il 2015, che si aggiungeranno ai 2 miliardi già previsti grazie ai provvedimenti annunciati nell’agosto 2011.

E proprio oggi molti trader londinesi di questo dipartimento hanno scoperto di essere stati di fatto licenziati solo quando si sono presentati oggi al lavoro presso gli uffici di Finsbury Avenue del colosso svizzero: i badge erano stati smagnetizzati. Non pochi hanno affidato la loro rabbia e incredulità a Twitter. “Interi uffici sono saltati e c’è gente che aspetta fuori senza avere accesso al palazzo”, rivela un tweet ripreso dal Financial Times. A quanto pare, infatti, i malcapitati selezionati per il licenziamento si sono ritrovati bloccati davanti ai tornelli. A quel punto sono stati indirizzati verso una stanza apposita dove è stato loro detto di essere in “aspettativa speciale”. Il piano di ristrutturazione di UBS colpirà duramente anche gli uffici di Londra dove sono impiegate circa 6.500 persone.