Il tribunale di Termoli ha condannato la Fiat per la seconda volta per attività antisindacale “in quanto ha applicato – rende noto la Fiom – un diverso trattamento economico sulle indennità ai lavoratori iscritti alla Fiom con una perdita salariale di 300 euro al mese”. “La sentenza del Tribunale di Larino che accoglie il ricorso della Fiom e condanna la Fiat, ha commentato Italo Di Sabato, segretario regionale Prc-Fiom, rappresenta un risultato per tutte le lavoratrici e i lavoratori e conferma che lavoro e diritti non devono essere fra loro contrapposti e che in Italia la Fiat deve rispettare le leggi e la Costituzione”. Una prima condanna era stata emessa dal Tribunale di Bologna lo scorso marzo: condannata la scelta di rifiutare il riconoscimento delle rsu del sindacato di Landini dopo l’entrata in vigore dell’accordo separato firmato solo da Cisl, Uil e Ugl. 

Oggi, a margine di un incontro a Torino tra i sindacati e l’azienda il segretario della Fiom ha dichiarato: “In questi tre anni l’azienda tante volte ha detto delle cose e ne ha fatte delle altre. Io penso che sarebbe necessario smetterla di dire delle cose ed avviare d’avvero un confronto, una trattativa seria anche con il governo. Oggi il problema – ha aggiunto Landini – è dire molto concretamente quali modelli si fanno negli stabilimenti, quando si fanno. E se l’impegno è non chiudere gli stabilimenti bisognerebbe anche affrontare il problema di Termini Imerese e di Irisbus. Non mi aspetto quindi particolari novità, penso che c’è ne sarebbe bisogno ma se le novità sono altre chiacchiere o altri piani legati al mercato abbiamo già visto come va fa finire”. 

Il sindacato ha inoltre riferito che Fiat Powertrain ricorrerà alla cassa integrazione per le ex Meccaniche di Mirafiori (1.441 addetti): tutti i lavoratori si fermeranno dal 26 novembre al 2 dicembre. “Con la richiesta di cassa integrazione anche alle ex Meccaniche di Mirafiori – dichiarano Edi Lazzi, responsabile della V Lega Fiom-Cgil, e Antonio Citriniti, della Fiom-Cgil – stiamo raschiando il fondo del barile. Adesso praticamente tutti i 14.000 dipendenti del sito di Mirafiori sono collocati in cassa integrazione. Le ex Meccaniche erano l’unico stabilimento che ancora lavorava a pieno regime: ora anche per quei lavoratori si prospettano tempi bui”.