Sabato 27 ottobre tutte le regioni italiane, in oltre 100 sedi che coprono fino all’80% delle province si svolgerà il Linux Day 2012. La manifestazione giunge quest’anno alla sua dodicesima edizione con un bagaglio di numeri che lo rendono uno tra gli appuntamenti del suo genere più importante in tutto il mondo. Il sistema operativo Linux, bandiera del software libero, non è solo tecnologia, ma è anche una vera e propria filosofia di vita. Un tempo relegata al popolo degli “smanettoni”, nel corso degli anni ha conosciuto una notevole espansione soprattutto negli ambienti di lavoro.

“Oggi Linux è ovunque, la sua adozione è ormai capillare e sono numerosi gli ambiti in cui risulta la scelta dominante: i più popolari servizi internet, da Facebook a Google, sono interamente costruiti su di esso – spiega Roberto Guido, direttore di Italian Linux Society  e vicino al coordinamento nazionale del Linux Day – la maggior parte degli smartphone venduti nel mondo vengono distribuiti con Android, che è una variante di Linux per dispositivi mobili; i più importanti istituti del mondo scientifico, dal Cern alla Nasa, lo impiegano nei rispettivi centri di calcolo. Paradossalmente, per motivi storici, l’unico contesto in cui Linux ha sempre avuto una diffusione piuttosto limitata è stato quello “domestico” (appena il 2% in Italia), e per tale ragione il pubblico lo percepisce ancora come una alternativa di nicchia e destinata solo a pochi eletti. Così non è, e il Linux Day ha esattamente lo scopo di promuovere presso la cittadinanza non solo la sua esistenza ma anche – e soprattutto – le infinite potenzialità del software libero ed open source nel suo complesso”.

L’intera manifestazione, nelle numerose sedi in tutta Italia di cui è possibile consultare una mappa aggiornata sul sito linuxday.it, avrà proprio per questo motivo un approccio operativo mettendo la piccola e media impresa al centro di tutto. Gli incontri avranno come obiettivo principale quello di mostrare agli imprenditori le tecnologie e gli strumenti che permettono di abbattere prepotentemente i costi per le licenze, ma allo stesso tempo di garantire qualità ed efficienza di un software largamente utilizzato negli ambienti lavorativi. “Il codice open source – continua Guido – è , per definizione, interoperabile, personalizzabile, versatile, flessibile, scalabile ed adattabile a qualsiasi necessità. Proprio per queste proprietà esso si presta – tra le altre cose – come naturale punto di partenza per la costruzione di soluzioni tecnologiche innovative e ad alto valore aggiunto da parte dell’impresa, settore a cui viene dedicata l’edizione 2012 del Linux Day. Il recente dibattito nazionale sui temi dell’agenda digitale, degli open data e della digitalizzazione ha portato l’imprenditoria a interessarsi nuovamente alle opportunità offerte dalle tecnologie libere, e gran parte delle giovani startup di cui si sta popolando il nostro Paese trovano nel patrimonio open source risorse e strumenti indispensabili per la realizzazione di prodotti e servizi competitivi ed avanzati da presentare sul mercato in tempi rapidi e con investimenti ridotti”.

Una tendenza che, anche a causa alla crisi economica e alla necessità di effettuare tagli, sta spingendo la pubblica amministrazione ad abbracciare sempre di più Linux e il software libero. Ne sono un esempio la migrazione della Regione Umbria verso LibreOffice (programmi per l’ufficio completamente gratuita, ndr) e l’approvazione di Torino di una mozione per l’adozione di software libero. “In un clima di perenne emergenza economica delle nostre amministrazioni, di spending review e di tagli, c’è da credere che tali azioni siano ispirate semplicemente dal desiderio di risparmio, ma contrariamente ad altri interventi sulla spesa pubblica questi svicolano dalla logica del software proprietario – continua il direttore di Italian Linux Society- “Osservando questo scenario è comunque sempre bene ricordare il motivo per cui Linux ed il software libero esistono e progrediscono più rapidamente di qualsiasi altra piattaforma tecnologica: la community è l’elemento essenziale del loro successo, la condivisione e la trasparenza sono le precondizioni essenziali grazie alle quali tutto questo è possibile. In Italia possiamo vantare quasi 200 tra associazioni e gruppi informali di promozione e divulgazione che coprono capillarmente il nostro territorio, a dimostrazione della grande disponibilità di competenze di cui disponiamo e che attendono solo di essere messe all’opera prima di essere, come sin troppo spesso capita, reclutate all’estero”. Nel 2011 la manifestazione ha visto la partecipazione di oltre 15mila persone: numeri che questa nuova edizione tenterà di bissare e superare. Roma, Milano, Napoli, Palermo, Torino, Pisa: sono solo alcune delle sedi principali degli eventi del LinuxDay 2012 ma ci sono anche piccole-grandi realtà che partecipano come Vighizzolo d’Este, in provincia di Padova, che con meno di 1000 abitanti è presente nel calendario degli eventi. “Del resto – conclude Guido- Linux è ovunque”.