Il Tesoro incassa 11 miliardi di euro dalla vendita di BoT, ma li pagherà salati. Si  è infatti chiusa con una buona domanda l’asta di Buoni ordinari del Tesoro trimestrali e annuali in calendario per questa mattina, ma anche con tassi di interesse in rialzo. 

Nel dettaglio i Buoni a tre mesi sono stati interamente collocati per un importo complessivo pari a 3 miliardi di euro, a fronte di una richiesta per 8,3 miliardi, mentre il rendimento lordo è salito di quasi sette punti base allo 0,765 per cento (0,7% il precedente). In aumento (di 25 punti base) anche i tassi del BoT annuale: il titolo a 12 mesi è stato infatti collocato con un rendimento lordo dell’1,941% contro il precedente 1,692 per cento. Interamente sottoscritta l’offerta, che era di 8 miliardi: le richieste sono arrivate a 14,1 miliardi, con un rapporto di copertura pari a 1,77.

Nessuna ripercussione negativa, in ogni caso, sui rendimenti dei Btp decennali, che a metà giornata trattano al 5,06%, in calo rispetto all’apertura di stamattina che, complice il rialzo del Bund di pari durata, porta lo spread con i titoli di Stato tedeschi Btp-Bund a quota 356 punti. In lieve flessione, invece, Piazza Affari (-0,22%), in linea con le altre Borse europee. La prova più importante, in ogni caso, è per domani, quando il Tesoro offrirà in asta la quinta tranche del Btp triennale in scadenza il 15 luglio 2015 per un importo compreso tra 2,75 e 3,75 miliardi di euro. 

In generale, sul tema dei titoli di Stato, si registra un moderato ottimismo da parte del direttore generale del debito pubblico al ministero dell’Economia. Secondo le dichiarazioni rilasciate da Maria Cannata all’agenzia Bloomberg, infatti, le necessità di finanziamento dell’Italia per il 2013 si ridurranno di 20 miliardi di euro e il Tesoro sta valutando l’emissione di titoli a lunga scadenza fino a 30 anni se la domanda continuerà a migliorare. “Il prossimo anno sarà meno stressante rispetto al 2012 poichè le scadenze sono meglio distribuite”, ha detto.

L’effetto Draghi è destinato a durare ancora e allora dovremo verificare come si evolverà la situazione a livello europeo, ma per il momento non vedo grandi movimenti all’orizzonte”, ha aggiunto Cannata ricordando i livelli “pericolosi” per la sostenibilità del debito toccati a novembre quando il rendimento del Btp a 10 anni aveva raggiunto il 7 per cento. Ora, ha aggiunto, in una situazione di maggiore calma sui mercati, “appena vedremo l’opportunità di estendere la vita media del debito cercheremo di farlo”. In un’altra intervista rilasciata a Reuters, Cannata aveva però detto che nel 2012 le emissioni di titoli di Stato raggiungeranno i 460-465 miliardi di euro, 20 in più di quelli previsti fino all’estate. L’incremento è dovuto alla revisione al rialzo del fabbisogno statale per il peggioramento della stima del Pil 2012 a -2,4% contenuta nella nota di aggiornamento del Def.