Era stato annunciato come un martedì nero per i trasporti. Ma nessuno si sarebbe immaginato il caos completo che poi si è verificato. Molti passeggeri sono rimasti bloccati all’interno di un treno della linea 1 per almeno un’ora. Sono stati i vigili del fuoco a intervenire per liberare le persone rimaste bloccate ad alcune decine di metri dalla stazione Lima. Non è chiaro il motivo per cui il treno è stato fermato dal macchinista in galleria e non in corrispondenza della banchina. Sul posto è arrivato anche personale del 118 (perché qualcuno si è sentito male), polizia e carabinieri. Ora la circolazione sulla linea “rossa” è ripresa. I passeggeri sono saliti sul treno diretto a Sesto San Giovanni grazie anche all’intervento un nutrito schieramento di carabinieri che ha fatto in modo che nessuno si avvicinasse al treno fin quando non si sono create le condizioni perché ripartisse.

Disagi e tensione, dunque. Al momento della ripresa dello sciopero, sospeso dalle 15 alle 18, uno degli ultimi treni è rimasto bloccato, impedendo agli altri in arrivo di scaricare i passeggeri. Una passeggera, Liana Zorzi, che si trovava su un treno fra la stazione di Porta Venezia e di Lima, ha raccontato all’Ansa che il convoglio si è fermato: “Si è fermato praticamente a cinquanta metri dalla stazione di Lima – ha raccontato – Qualcuno ha aperto le porte, Ci sono state scene di panico”. “Una bambina vicino a me si è sentita male – ha aggiunto -. Poi è arrivato il 118”. Ai passeggeri “un carabiniere e qualcuno che portava una divisa, credo dell’Atm ci hanno detto di scendere a piedi verso la banchina”. “Adesso ci hanno fatto salire all’ingresso della stazione – ha aggiunto – Siamo accaldati, assetati e la situazione è pesante. Non sappiamo quanto dobbiamo restare qui”. Gli operatori del 118 hanno visitato una quindicina di persone quando i treni si sono bloccati per lo sciopero. Due sono state portate in ospedale in condizioni non gravi. 

L’Atm ha tuttavia dato la propria spiegazione dell’accaduto. In pratica i treni hanno dovuto fermarsi perché c’era un problema di ordine pubblico e per giunta un passeggero ha tirato il freno di emergenza, forse per un malore vicino alla stazione di Lima della linea “rossa”. A treno fermo gli altri viaggiatori avrebbero rifiutato di scendere dal convoglio, probabilmente per timore di restare bloccati alla fermata a pochi minuti dalla ripartenza dello sciopero. Ci sono stati momenti di tensione e sono dovute intervenire le forze dell’ordine. Questo – secondo quanto riferito da Atm, che gestisce la metropolitana milanese – ha causato anche il blocco di diversi treni che seguivano, che sono ancora fermi nelle gallerie ma arriveranno al capolinea.  Nonostante sia partita la nuova fascia dello sciopero nazionale, Atm sta informando i passeggeri, tramite annunci vocali, che i treni proseguiranno fino al termine previsto per la loro corsa in deroga allo sciopero. Al momento non vengono fornite indicazioni sul numero di treni che restano ancora fermi nelle gallerie, ne’ sui tempi di ripresa della circolazione. 

In precedenza, poco più di un’ora dopo l’inizio dell’astensione, si era già verificato il primo episodio con momenti di tensione nella stazione Duomo. Pochi minuti prima che iniziasse lo sciopero, infatti, il personale dell’Atm ha chiuso i cancelli dei corridoi che collegano la linea 1 alla linea 3. Molti pendolari che dovevano appunto prendere la linea 3 hanno forzato i cancelli per riuscire così a salire sull’ultimo treno. Non sono, ovviamente, mancati urla e insulti al personale dell’Atm. Poco prima dell’inizio dello sciopero, tra l’altro, sulla linea 1 si è verificato un guasto nei pressi della stazione Gambara che ha costretto l’Atm ad istituire corse alternative con degli autobus.

All’inizio della seconda frazione dello sciopero a Roma le metro A e B sono chiuse. Lo stesso per le ferrovie urbane Roma-Lido, Termini-Giardinetti e Roma-Viterbo. Per quanto riguarda bus, tram e filobus fino alle 17 sono previste cancellazioni di corse o sospensioni di linee. Nessuna corsa sull’intera rete sarà quindi garantita sino alle 17. A causa dello sciopero i servizi dello sportello al pubblico e del Contact Center dell’Agenzia per la mobilità non sono attivi. Risulta attivo il solo servizio di rilascio informazioni telefoniche. Il personale in turno dalle 6.30 alla Centrale della mobilità ha aderito all’astenzione. Il presidio non è al momento quindi garantito. Per quanto riguarda i check-point per i pullman turistici sono chiusi Aurelia e Laurentina. Ponte Mammolo è invece aperto. Chiuso anche l’info box Termini.

I sindacati sottolineano che i primi dati le adesioni su tutto il territorio nazionale allo sciopero “sono altissime”. La protesta è stata proclamata dai sidacati per il mancato rinnovo del contratto scaduto nel 2007.

A Roma – si legge nella nota – sono chiuse le due linee della metropolitana, le ferrovie urbane Roma Lido, Termini Giardinetti e Roma Viterbo e fermi il 70% dei bus con punte del 90% nella aziende private. A Napoli circumvesuviana, metropolitane e funicolari sono ferme come l’80% dei bus. A Torino non circola il 90% degli autobus mentre a Venezia sono fermi circa il 75% dei vaporetti ed a Mestre il 90% dei bus.

A Bologna lo sciopero dei trasporti, nella prima fascia oraria della giornata, è stata pari all’85% mentre sono fermi oltre al 80% dei mezzi pubblici a Bari ed il 70% dei servizi urbani a Palermo. “Lo sciopero – conclude la nota – sta registrando una piena riuscita e se dopo questa protesta ancora nessuno si muoverà, intensificheremo la lotta fino a quando non sarà giunto l’obiettivo del contratto, anche attraverso una grande manifestazione nazionale con il blocco totale di tutti i servizi senza fasce orarie per permettere a tutti gli addetti al trasporto pubblico locale di partecipare”.

 “I tagli e la crisi stanno mettendo alle corde il servizio di trasporto pubblico locale del paese. E’ ora che le istituzioni, a tutti i livelli di governo, si ricordino di questo settore, che fa muovere 15 milioni di cittadini ogni giorno dentro e fuori le città con bus, tram, metro e treni regionali”. E’ quanto afferma in una nota Marcello Panettoni, presidente di Asstra, l’associazione che raggruppa le aziende di trasporto pubblico locale del paese. Secondo Panettoni, la domanda di mobilità  collettiva è “in crescita esponenziale. La necessità di risparmiare”, spiega, “spinge infatti sempre di più i cittadini ad usare i mezzi pubblici e molto meno l’automobile. Il paradosso è che a fronte di questa esigenza la politica ha risposto, negli ultimi due anni, con un taglio che ha portato via il 20% delle risorse a bus, tram e metro e con l’azzeramento di tutti gli investimenti. Il risultato è che l’Italia si ritrova nel giro di pochissimo tempo col parco autobus più vecchio d’Europa (11 anni di anzianità contro 7 anni media europea)”.

“Il quadro economico del trasporto pubblico locale – sottolinea – comporta necessariamente il taglio delle linee e la riduzione del servizio. In questa situazione è oggettivamente impossibile procedere ad un rinnovo contrattuale che comporti un appesantimento dei costi. Lo sciopero di oggi che manda in tilt la circolazione delle nostre città  per 24 ore”, conclude la nota, “è un segnale di un disagio oggettivo, ma noi non possiamo non condannare una modalità di protesta che continua a scaricare sui cittadini i problemi, problemi che invece dovrebbero essere affrontati con urgenza nelle sedi istituzionali”.