Almeno 26 studenti sono stati uccisi stamattina da uomini armati che hanno fatto irruzione nell’ostello del campus del Politecnico Federale a Mubi, nel nord-est della Nigeria. Lo ha riferito Yushau Shuaib, portavoce dell’Agenzia nazionale per le emergenze umanitarie (Nema). Un professore invece ha parlato alla Bbc di oltre 40 studenti uccisi. Secondo la fonte, un uomo in divisa militare ha chiesto agli studenti di mettersi in fila e dire i loro nomi. Alcuni sono stati uccisi, e altri lasciati vivi, ma “non si conosce al momento la ragione visto che tra le vittime ci sono sia cristiani che musulmani”.

Residenti della zona hanno raccontato di aver sentito durante la notte per ben due ore il rumore di spari. Le autorità avevano imposto il coprifuoco dopo la notte per tutti coloro che abitano nella zona. Il corrispondente della Bbc in Nigeria, Will Ross ha affermato che recentemente le antenne telefoniche sono state attaccate dai militari, per cui è molto difficile avere informazioni, persino per i servizi di emergenza che operano sul territorio.

La scorsa settimana i militari nigeriani hanno condotto un’operazione a Mubi che ha portato all’arresto di decine di persone sospettate di avere collegamenti con Boko Haram, gruppo fondamentalista attivo in Nigeria e collegato ad al Qaeda. Ma al momento non c’è stata alcuna rivendicazione dell’attacco. Il gruppo combatte per stabilire la legge islamica in Nigeria, e ha già fatto più di mille vittime quest’ anno. 

Yushau Shuaib ha dichiarato invece che potrebbe esserci una disputa legata alle elezioni universitarie e non la mano dei miliziani islamici di Boko Haram dietro la strage.