“Capitali coraggiosi”: questo il titolo del convegno di ieri sulle start up nel tessuto romano, organizzato all’Eately, il centro commerciale in zona Ostiense, tempio dell’italianità. Sul palco sono stati invitati anche il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti e il sindaco della Capitale Gianni Alemanno. Ma se i dibattiti precedenti hanno avuto tutti un respiro internazionale, quando intervengono i due politici la conversazione cade inevitabilmente sull’attualità tra gli scandali della Regione Lazio e le sorti della politica. Gli startupper italiani spiegano che con le loro aziende digitali stanno hanno portato innovazione anche in Italia. Ora, però, serve la buona politica. E’ indispensabile per premiare il merito e scegliere le imprese con le idee migliori. Idee e concetti che cozzano con l’immagine di Batman e dei furbetti del consiglio regionale del Lazio. Ma il sindaco Alemanno, arrivato in ritardo e impegnato al telefono durante gli interventi, sembra più preoccupato da altro. C’è poi la tenuta del Pdl in gioco. Già si parla di Election day, cioè accorpare le elezioni regionali, comunali e nazionali con un gran risparmio di soldi pubblici. Quel giorno potrebbe rappresentare la Caporetto del partito di Silvio Berlusconi, in profondo calo nei sondaggi. A livello nazionale a puntare sulle start up è il ministro Corrado Passera che ha di recente elaborato un rapporto intitolato Restart Italia. Dal web partono le polemiche sulla task force che ha realizzato il progetto. I membri della commissione sarebbero tutti incubatori d’impresa e venture capitalist interessati ad ottenere i fondi. “Non vedo nessun conflitto d’interesse, è gente che conosce la materia” afferma l’onorevole Paolo Gentiloni del Pd  di Irene Buscemi