Mentre la costola bolognese del suo partito, il Pd, lo snobba, chiamandolo a parlare dal  palco della festa dell’Unità fuori tempo massimo e dopo molto polemiche, in Emilia Matteo Renzi incassa l’appoggio di Marco Mastacchi, sindaco di Monzuno, piccolo comune in provincia di Bologna, targato centrodestra.

Nei giorni scorsi, infatti, Mastacchi ha preso carta e penna e ha invitato il leader dei rottamatori a fare un giro al parco di Monte Sole, dicendosi disponibile a fare da guida. Peccato che Mastacchi non abbia nulla a che fare con il partito di Pier Luigi Bersani, e che appartenga a una lista civica, Lista Dimmi, che alle elezioni di tre anni fa è riuscita a strappare la cittadina dell’appennino bolognese al centrosinistra. Per questo la mossa ha fatto insorgere il Pd locale, che ora accusa il sindaco di voler inquinare le primarie.

Tutto nasce da un lettera che Mastacchi spedisce qualche giorno fa a Renzi.  “Ti scrivo in un momento molto intenso della tua vita – si legge  – Svolgere il tuo lavoro come sindaco ed essere impegnato nelle primarie del tuo partito non è cosa di poco conto”. Mastacchi non nasconde la propria stima: “Il tuo impegno  e la tua passione, le tue idee sono da esempio per tutti noi amministratori che cerchiamo di guidare i nostri paesi schiacciati dal peso della burocrazia e da sempre meno finanziamenti”. Il sindaco prosegue invitando il collega fiorentino a fare una visita al Parco di Monte Sole, teatro durante la seconda guerra mondiale di una serie di stragi nazifasciste.

Un endorsement inatteso e poco gradito dal Pd locale, che legge dietro l’invito di Mastacchi la volontà di viziare le primarie. “Leggo con stupore  – scrive il segretario del circolo democratico di Monzuno, Francesco Manieri in una nota – del singolare invito fatto da Mastacchi a Renzi, con la proposta di accompagnarlo per una visita ai luoghi della memoria di Monte Sole”. Manieri accusa poi il sindaco di aver sempre trascurato i valori della Resistenza, e di aver trattato il tema in maniera “superficiale”, cercando sempre di evitare di pronunciare alcuni termini durante i discorsi ufficiali: “Ricordiamo bene quanta attenzione lo stesso Mastacchi mise nell’evitare parole a lui scomode come partigiano e resistenza. In particolare nelle occasioni più politiche, come le celebrazioni del 15 aprile, l’atteggiamento è sempre di distacco”. 

Da qui il sospetto: “Forse il nostro primo cittadino sente il bisogno di lanciarsi fin da ora in una campagna elettorale? O forse corrispondono al vero le indiscrezioni sulla base delle quali lo si vedrebbe impegnato a costituire comitati pro Renzi alle primarie del centrosinistra?”. In questo caso “solleveremo formalmente il problema alle commissioni preposte, in quanto Mastacchi non sarebbe un semplice cittadino elettore desideroso di prendere parte ad una competizione interna al centrosinistra, ma rappresenterebbe il capo di una coalizione di centrodestra che governa il comune di Monzuno, nei confronti della quale il Pd svolge un’azione di contrasto e di opposizione democratica”.

Il segretario si rivolge poi anche a Renzi, mettendolo in guardia. “Chiediamo al sindaco di Firenze – conclude – di valutare attentamente questo invito, in modo da non prestarsi a strumentalizzazioni politiche, fatte salve ovviamente le relazioni di tipo istituzionale che possono intercorrere fra amministrazioni comunali”.

Insomma, anche in Emilia Renzi riesce ad affascinare realtà estranee al suo partito, facendo breccia in formazioni di centrodestra con meno difficoltà rispetto ai dirigenti del Pd. “È un personaggio nuovo, che rompe con i vecchi schemi e con i vecchi modi di fare politica, e che può dare molto a questo paese –  lo elogia Mastacchi, che traccia comunque una linea di confine – Io mi colloco a destra e il Pd rimane il mio avversario politico. Ma di Renzi apprezzo i metodi e la sua volontà di mettere in discussione quello che è già stato fatto”.