Vietata la manifestazione di protesta contro il film blasfemo “L’innocenza di Maometto” organizzata sulla spianata del Trocadero a Parigi sabato. In una intervista a Rtl, il premier francese Jean-Marc Ayrault ha dichiarato che iniziative di questo genere “non sono autorizzate”. “E’ stata inoltrata una richiesta per la manifestazione che sarà accolta da un divieto. Non tollereremo questi eccessi…la Repubblica non ci cascherà”, ha precisato.

Ayrault ha anche sottolineato che chiunque si senta offeso dalle nuove vignette su Maometto pubblicate dal settimanale satirico Charlie Hebdo può ricorrere ai tribunali, ma ha ricordato che la Francia è “un Paese in cui la libertà di espressione è garantita, compresa quella di caricatura”. “Se ci sono persone che si sentono offese nelle proprie convinzioni – ha detto il premier alla radio Rtl – e ritengono che siano state violate delle leggi, e noi siamo in uno Stato in cui le leggi vengono fatte rispettare, possono rivolgersi a un tribunale”.

Le parole di Ayrault, tuttavia, non bastano a coprire una certa apprensione per la pubblicazione dell’illustrazione satirica. Sono i fatti a testimoniarlo. Parigi, infatti, ha deciso che venerdì prossimo (giorno della grande preghiera per i musulmani) le ambasciate e le scuole in 20 Paesi del mondo islamico resteranno chiuse proprio per timore di reazioni violente alla vignetta pubblicata sul settimanale satirico. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Laurent Fabius, spiegando che la misura riguarderà “tutti quei Paesi in cui questo potrebbe causare problemi”. Non solo. Fabius ha anche ammesso di essere “preoccupato” dalle eventuali conseguenze che può causare la scelta editoriale di Charlie Hebdo in un momento in cui l’Islam è già in rivolta per il film blasfemo su Maometto. Tutto ciò, però, solo per precauzione visto che per ora “non ci sono minacce” appurate contro nessun obiettivo.

Non è la prima volta, del resto, che Charlie Hebdo “scandalizza” i lettori con vignette satiriche sul Profeta. Già il 2 novembre 2011, la redazione parigina del settimanle era andata a fuoco e il sito era rimasto offline per alcuni giorni

Intanto, il sito internet del settimanale satirico francese è inaccessibile mentre la pagina su Facebook dello stesso giornale è sommersa dai commenti, positivi e negativi, sulle caricature di Maometto pubblicate oggi (guarda la vignetta). Il sito è stato infatti chiuso dopo aver subito un attacco di pirateria informatica. Secondo il direttore Charb, la violazione della pagina web costituisce “un attacco ancora più massiccio” rispetto a quello subito l’anno scorso, quando la sede di Charlie Hebdo era stata data alle fiamme dopo la pubblicazione di altre vignette. La redazione ”ha ricevuto in queste ultime ore minacce e intimidazioni. Ma non ci piegheremo” ha detto una delle redattrici del settimanale, Zineb El Rhazoui, intervistata dall’Ansa nella sede del giornale. Nelle edicole francesi il settimanale satirico sta andando a ruba. Diversi giornalai del centro di Parigi hanno affermato in queste prime ore di essere stati presi d’assalto dalle richieste fin dalle prime ore del mattino, anche da parte di clienti che non acquistano mai Charlie Hebdo.

Tra le reazioni c’è anche quella della Casa Bianca, che attraverso il suo portavoce Jay Carney, fa sapere che “l’amministrazione Obama comprende come le vignette sul profeta Maometto pubblicate in Francia siano “offensive per molte persone e incendiarie”. Ma poi afferma come “nulla può giustificare la violenza”. Azioni di ritorsione contro cose e persone infatti sono temute in Francia e fuori dal Paese. E non si fanno attendere. Il sito web mauritano Sahara Medias sostiene che Al Qaeda nel Maghreb islamico ha minacciato di uccidere gli ostaggi francesi, rapiti in Niger ed ora nel Nord del Mali, Philippe Verdon e Serge Lazarevic. I due sono stati rapiti lo scorso 24 novembre.