Giorni di polemiche, annuncio di una stretta sul gioco d’azzardo, e invece oggi un dietrofront del governo sul decreto Sanità. Pochi giorni fa si parlava di inserimento di restrizioni alle slot machine nelle vicinanze dalle scuole e ospedali. La distanza in principio era prevista a 500 metri. Poi si è passati a 200, e soltanto per le nuove concessioni. Una decisione che, per Graziano Bellio, psichiatra e presidente di Alea (associazione per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio), era “un passo positivo ma non sufficiente”, si sarebbe dovuto, piuttosto, “affrontare il fenomeno nel suo complesso con una normativa più corposa”.

E adesso il governo cede: le distanze minime scompaiono dal decreto Balduzzi, ma le forze dell’ordine effettueranno almeno 5mila controlli all’anno, a campione, per verificare eventuali irregolarità. L’unica stretta confermata è quella sulla pubblicità del gioco. Restano i super controlli sui giochi con indicazioni precise sulla effettiva probabilità di vincere, disposizioni che avranno efficacia dal primo gennaio 2013. Nel nuovo testo, secondo Agipronews, al comma 5 dell’articolo 7 è specificato che “formule di avvertimento del rischio di dipendenza, nonché le relative probabilità di vincita” dovranno essere indicate “anche sulle schedine e sui tagliandi di tali giochi”, oltre che su slot e videolotteries, nei punti vendita di scommesse su eventi sportivi e non, e sui siti internet destinati all’offerta di giochi con vincite in denaro. Previste sanzioni salate sulla pubblicità da 100 mila a 500 mila euro per il committente del messaggio pubblicitario e per chi lo trasmette.

L’inosservanza delle disposizioni che obbligano a indicare il rischio di dipendenza e le probabilità di vincita costerà al concessionario una sanzione pari a 50 mila euro. I divieti saranno effettivi dal primo gennaio 2013 e saranno i Monopoli di Stato a contestare gli illeciti e a irrogare le sanzioni previste. Il divieto di partecipare ai giochi in denaro per i minori di 18 anni viene rafforzato: è vietato l’ingresso nelle aree destinate al gioco in cui sono installate le videolotteries e nelle sale scommesse. Il titolare del punto vendita di gioco è tenuto a chiedere un documento di identità, tranne nei casi in cui la maggiore età sia manifesta. Secondo l’Agi, rimane il passaggio che invita Monopoli di Stato e istituzioni locali a mettere a punto “forme di progressiva ricollocazione” delle sale giochi “territorialmente prossime a istituti primari, universita’, nosocomi e luoghi di culto”.