“Dicendo ‘Date a Cesare quel che è di Cesare’, Cristo dimostra di pagare le tasse”. A dirlo è il cardinale Gianfranco Ravasi, oggi a Cernobbio per la tre giorni del Forum Ambrosetti. Secondo il Presidente del Consiglio pontificio della Cultura, l’applicazione dell’Imu al patrimonio immobiliare della Chiesa è una questione già chiarita: “Anche il cardinale Bagnasco ha detto sulle attività commerciali deve essere applicata la legge dello Stato”. Ma il governo Monti tarda a emanare il decreto attuativo. Sudditanza della politica? “Qualche problema di prevaricazione in passato può esserci stato”, ammette Ravasi, che però invita a ricordare quanto la Chiesa sia impegnata nel sociale anche grazie ai fondi di cui può disporre. Insomma, se il governo fatica a definire le regole per l’applicazione dell’Imu ai beni del Vaticano, niente di più facile che ispirarsi ai principi stessi della Chiesa: “Anche San Paolo scrive ai romani di pagare i tributi all’impero”, continua il Presidente del Consiglio pontificio della Cultura, “e ai tempi c’era Nerone”   di Franz Baraggino