François Hollande prende di petto il problema della casa. Perché, pur aggravandosi per la crisi, in Francia è sostanzialmente endemico (solo il 57% della popolazione è proprietario dell’alloggio dove vive contro una media europea del 65% e il 72% dell’Italia). Mentre almeno un milione e 700mila famiglie sono in attesa di una casa popolare, in molti casi da anni. La ricetta del presidente? Utilizzare i terreni di enti pubblici per la costruzione di nuovi Hlm (Habitations à loyer modéré, cioè le case a canone agevolato). E accrescere decisamente le multe già imposte ai comuni che non edificano nuovi alloggi sociali.

Una svolta per l’edilizia popolare
Al consiglio dei ministri Cécile Duflot, ministro competente per la casa, uno dei rari provenienti dai Verdi (e conosciuta per la sua determinazione), ha presentato un progetto di legge, che dal 10 settembre inizierà il suo iter parlamentare al Senato. E che mira a realizzare una delle promesse elettorali di Hollande: costruire 500mila nuovi alloggi all’anno, di cui 150mila sociali, in un Paese caratterizzato dalla fame di case. Un salto in avanti, se si considera che a fine 2012 saranno edificate 99mila abitazioni popolari contro 110.600 nel 2011.

Più multe ai sindaci riluttanti
Nel 2000, quando ancora la sinistra era al potere, venne approvata una legge (identificata con la sigla Sru, Solidarité et renouvellement urbains), che imponeva a tutti i Comuni con più di 3.500 abitanti (1.500 nella regione parigina) di arrivare almeno a un 20% del parco immobiliare costituito da Hlm: un obiettivo da centrare nel 2020. Con la nuova legge la quota sarà portata al 25% e la scadenza al 2025. Ma soprattutto sarà quintuplicata la multa che la legge Sru impone ai comuni che non si stanno adeguando (adesso 140 euro per ogni alloggio sociale mancante). Gli introiti (finora non era obbligatorio) saranno destinati proprio all’edilizia popolare. Da sottolineare: sono davvero numerosi i Comuni francesi (in genere di destra e con un reddito pro capite elevato) che adesso preferiscono pagare le multe pur di non attirare famiglie poco abbienti sul loro territorio. E screditare il mercato immobiliare.

Più terreni per costruire Hlm
Uno dei problemi dei sindaci, anche più volenterosi, è: dove costruire le case popolari? Mancano terreni disponibili, soprattutto a Parigi e dintorni. Oppure esistono, ma sono proprietà di privati, pronti a cederli solo a prezzi di mercato. La nuova legge prevede l’utilizzo di numerosi terreni liberi, proprietà dello Stato o di enti pubblici, in particolare Sncf, le Ferrovie nazionali. Che dovranno cedere, perlopiù gratuitamente, ai comuni 930 siti per un totale di 2mila ettari, entro il 2016.

Affitti bloccati e una nuova legge quadro
La Duflot era già intervenuta con un decreto, in vigore da un mese, che ha imposto in 38 agglomerati, quelli con i prezzi locativi più alti, di limitare gli aumenti degli affitti all’Irl (Indice de référence des loyers), calcolato sull’inflazione. La ministra ha anche promesso per il 2013 una legge ulteriore, generale sulla politica della casa. Che recupererà certi dispositivi introdotti da Nicolas Sarkozy, “ma con un approccio completamente diverso – ha sottolineato la Duflot -, molto più sociale”. Si tratta, ad esempio, del Ptz+, il prestito a tasso zero, che aveva condizioni tali da essere accessibile anche a famiglie con redditi elevati. E della legge Scellier, contributi per chi investe nell’immobiliare per poi affittare: anche questi finanziamenti alla fine hanno alimentato vere e proprie speculazioni. La prima sfida del Governo francese, comunque, resta far passare la legge sul settore delle case popolari, presentata oggi. E per la quale la destra, all’opposizione, annuncia battaglia in Parlamento.

La crisi della casa in Francia
Lo abbiamo visto, il tasso medio nazionale di proprietari è basso, appena il 57%, praticamente inamovibile da anni. E a Parigi scende sotto il 40%, con un livello di affitti davvero troppo elevato per il ceto medio, rigettato sempre più lontano dalla città, in periferia. Secondo la Fondation Abbé Pierre, da sempre attiva nel settore, almeno 3,5 milioni di persone vivono in condizioni abitative insalubri. Quanto alla politica delle case popolari, ha avuto accelerazioni a più riprese con un discreto (sebbene insufficiente) “serbatoio” di alloggi a disposizione. Ma il sistema viene criticato per gli scarsi incentivi a riscattare la casa popolare affittata. Per accedere una buona volta alla proprietà. Qualche modifica potrebbe arrivare anche in questo senso.