Se gli Italiani si affideranno a Berlusconi o a Grillo, non so cosa potrà accadere“. E’ uno dei tanti commenti al vetriolo che Massimo D’Alema ha espresso su Grillo e sul Movimento 5 Stelle, durante la Festa Democratica di Reggio Emilia. Intervistato da Tobias Piller, l’esponente del Pd stronca il comico genovese, glissa su Di Pietro e incensa il proprio partito, l’Udc e il premier Monti: “C’è una sola forza che lavora ‘per’ e non ‘contro’: siamo noi”. E prosegue: “Solo noi siamo in grado di offrire le stesse garanzie di serietà e di rigore che Monti ha offerto all’Europa. Se vinceremo le elezioni, come auspico, faremo un governo con la sinistra di Vendola e coi moderati di Casini, indipendentemente da quello che loro dicono per propaganda”. D’Alema menziona anche l’accorpamento di cinque comuni della Valsamoggia, nella provincia bolognese, attraverso un referendum popolare che si terrà il 25 novembre prossimo. “E’ una riforma ‘dal basso’ , promossa proprio dal Pd e sostenuta dall’Udc” – dichiara il politico – “e servirà alla riduzione di quella casta e di tutte quelle cose che si dicono. Sa chi si oppone? La Lega, il Pdl e il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Cioè quelli che poi fanno la campagna contro la casta“. E ribadisce: “Se i cittadini italiani vogliono passare dal populismo di Berlusconi al populismo di Grillo, il che vorrebbe dire la rovina del Paese, lo facciano, purchè dopo non vengano a lamentarsi con noi, come fece con me una signora che aveva eletto Berlusconi”  di Gisella Ruccia