Si fa sempre più complicato il puzzle delle alleanze pre-elettorali a sinistra. ”Il governatore pugliese, Nichi Vendola, fa il suo mestiere: un leader di sinistra-sinistra, attualmente all’opposizione, che dice cose di sinistra e propone piattaforme di sinistra. Il problema, semmai, è nel Pd, il quale molto semplicemente non ha ancora deciso cosa farà di qui a qualche mese, quando gli italiani torneranno al voto per decidere come uscire dalla crisi”, mette il dito nella piaga  il finiano Futurista che si chiede: “Continuità con l’esperienza montiana, con la costruzione di un polo liberal-democratico e riformatore? O invece la costruzione di una cosa rossa che proponga agli elettori una classica ricetta social-democratica? Insomma, il segretario Bersani che rivela di preferire Vendola a Casini è d’accordo con il governatore della Puglia quando sostiene che votare il Fiscal compact o il pareggio di bilancio in Costituzione, come ha fatto il Pd, rappresenta un fatto grave, o quando rivendica che le nostre politiche sono il contrario del montismo, dell’austerity e dei totem e tabù del liberismo che, con il governo Monti si sono presentate come istanze tecniche, ma che sono invece politicamente di destra?”. 

A dare nuovo fuoco alle polveri questa mattina era stato il leader Udc, Pier Ferdinando Casini, che in un’intervista alla Stampa aveva dichiarato che se alle primarie del Pd vince Renzi “è il caos. Anzi: un big bang, come direbbe Matteo. Potrebbe succedere di tutto. A cominciare, naturalmente, dall’inevitabile spaccatura del Pd’’. Poi la precisazione.  “Se Matteo vincesse sarebbe inevitabile una scissione da sinistra nel Pd: e l’effetto paradossale sarebbe quello di rapporti ancor più stretti tra noi e il Pd targato Renzi. Ma io non me lo auguro, perché alzo lo sguardo oltre le faccende di partito e dico che rischiamo grosso. Fa ridere immaginare che al prossimo vertice con la Merkel l’Italia non mandi Monti ma Renzi”.

Escluse, in ogni caso alleanze col Pdl: “Il riapparire in campo di Berlusconi ci riporta all’età della pietra”. In caso di “radicalizzazione nelle posizioni del Pd’’, si aprirebbe “uno spazio immenso” per i moderati, da riempire ad esempio con una “lista alle elezioni” e non un nuovo partito. “Il contenuto è un’alleanza tra cattolici dell’associazionismo e del sindacato, e laici moderati; i nomi quelli più o meno noti, da Passera e Bonanni in giù; l’obiettivo, almeno il mio obiettivo, è fare in modo che l’esperienza del governo Monti sia ripetibile, come espressione politica, nella prossima legislatura”.

In serata, poi, lo strappo finale via Twitter. “Accordi con chi si oppone a Monti e definisce il suo governo di macelleria sociale sono impossibili per l’Udc. Con buona pace di Pdl e Pd’’, ha scritto Casini sul social network. Mentre Renzi gli mandava a dire di essere ”molto contento che Pier Ferdinando Casini si occupi e si preoccupi di cose del Partito democratico, di cui notoriamente non fa parte, credo però che la questione non sia spaccare il Pd ma sia tentare di riavvicinare i cittadini alla politica”. Il sindaco di Firenze e candidato alle primarie del Pd ha quindi aggiunto: “Dopo tanti anni che una generazione di politici ha fallito il proprio obiettivo chiedo ora ai giovani la responsabilità di mettersi in gioco. E lo faremo senza spaccare niente”.