Il Consiglio di stato respinge il ricorso del Miur che chiedeva la sospensione di una sentenza del Tar Lombardia che aveva giudicato illegittimo il concorso dei presidi. Si tornerà a riparlarne il prossimo 30 novembre, ma l’ordinanza che boccia il Miur lascia poche speranze ai 355 candidati a dirigere una scuola che avevano superato il concorso. Così in Lombardia l’anno scolastico vedrà complessivamente oltre 500 istituti scolastici (in pratica la metà di quelli esistenti) senza preside.

Una vicenda nata male sin dall’inizio, e finita peggio: non solo per il difetto formale delle buste che dovevano coprire l’identità dei candidati che in realtà erano trasparenti, quindi negando l’anonimato delle prove, ma anche perché è mancato un altro fondamentale criterio di regolarità: la presenza di tutti i commissari al momento della correzione dei compiti. Come si documenta nelle memorie dei ricorrenti (un centinaio), raramente le commissioni erano al completo. Addirittura, si legge nella memoria, lo stesso presidente risultava in cattedra a Bergamo mentre si davano i giudizi ai candidati.

Sta di fatto che domani erano convocati per firmare il contratto di dirigenti scolastici tutti i candidati promossi: la convocazione è stata annullata da Mario Maviglia, responsabile dell’intera operazione. Una situazione paradossale in tutta la Lombardia, ma in particolare a Milano, che i sindacati stanno contestando anche per i ritardi nelle operazioni di nomina dei precari che, dopo le immissioni in ruolo, dovranno essere chiamati per coprire alcune migliaia di posti rimasti senza titolare. “Milano dei primati, la città metropolitana, che vantava il titolo di capitale economica e, addirittura, morale d’Italia, oggi si può fregiare della maglia nera per la scuola – scrive in un comunicato il responsabile Cgil scuola Attilio Paparazzo – La nostra provincia è all’ultimo posto nella graduatoria nazionale per copertura dei posti di insegnamento, idem per il personale tecnico, amministrativo e ausiliario, ancora peggio per i dirigenti scolastici e i direttori amministrativi, il 50 per cento delle direzioni sono scoperte e l’anno scolastico che sta per iniziare sarà segnato dai primati negativi conquistati. E’ pregiudicata la corretta programmazione scolastica, avremo un avvio zoppo delle lezioni con nomine di supplenze provvisorie e con cambi in corso d’anno, soprattutto sulla copertura dei posti di sostegno”.

E ancora: “Milano è condannata dall’incompetenza di chi governa il Ministero di viale Trastevere, ma anche dall’indifferenza della rappresentanza politica locale, dalle istituzioni locali: è indecente che si parli ad ufo di expo e ci si ignorino le condizioni di sofferenza delle nostre scuole”. E chi pagherà queste disfunzioni? Difficile fare previsioni. Sta di fatto che a uno dei maggiori responsabili di questo sfascio è stato proposta di avanzamento di carriere “per aver raggiunto tutti i risultati del suo progetto di lavoro”. Questo il merito che si sta accertando?