“Chi viene qui vede che questa gente è critica, intelligente e anche molto educata. Semplicemente non fischia, si limita ad esprimere il suo dissenso non applaudendo”. Risponde così Roberto Formigoni agli attacchi di “omologazione e mancanza di senso critico” rivolte al meeting di Comunione e Liberazione dal giornale Famiglia Cristiana. E se a caldo il politico lombardo nega una qualsiasi polemica, al tempo stesso si affretta a chiamare la stampa per un fuori programma in libreria per mostrare il calore e l’affetto del popolo Cl. Lo scopo: firmare e dedicare le copie del libro “Il buon governo”, scritto proprio dallo stesso Formigoni per parlare di amministrazione locale e di pratiche di buona gestione. Una chiamata all’ultimo momento, dopo che tra corridoi e sale si vociferava dalle prime ore della mattina a proposito del duro attacco del giornale cattolico.

La politica è solo una parte del meeting – continua Formigoni, – chi lo frequenta sa che è così. Gli incontri politici sono quelli che finiscono di più sotto i riflettori dell’opinione pubblica, ma qui si parla di filosofia, religione, storia e ci sono mostre d’arte stupende. E la gente che viene al meeting si divide tra tutti questi appuntamenti. Qui ci sono migliaia di persone, migliaia di giovani che usano le settimane di vacanze per venire ad istruirsi invece che limitarsi ad andare in spiaggia. Applaudono sì, ma perché sono persone educate. In effetti non ricordo al meeting una sola volta che sia stato fischiato qualcuno. Se la gente del meeting deve esprimere un dissenso lo fa non applaudendo. L’educazione che abbiamo imparato tutti in Comunione e Liberazione è il rispetto, al di là della posizione”.

Una fila di visitatori che si accalcano intorno ad un tavolino nell’angolo della libreria centrale. Formigoni in giacca e maglietta giallo sgargiante per non tradire il suo storico look, continua imperterrito a firmare e rilasciare dediche a persone che sembrano conoscerlo da lungo tempo. Tre bambini chiamati dalle hostess corrono incontro al presidente, dicendo: “Va bene gli stringiamo la mano così poi finiamo sul giornale” e la folla applaude e grida “evviva il presidente” o “per il presidente hip hip urrà”. Uno spettacolo che secondo alcuni potrebbe rievocare le parole di Famiglia Cristiana, là dove si parla di un meeting distaccato dal mondo reale, dove si proclama a gran voce che la crisi sta finendo e si applaudono politici che presto, in teoria, non saranno più al governo. Un’immagine di applausi e fronzoli, mentre il paese continua ad essere in crisi, che sembra calzare a pennello con la piccola standing ovation organizzata ad arte nella sala del meeting da Formigoni e ufficio stampa, anche se il politico continua a negare.

“Formigoni non è affatto in forse, – ribatte il presidente quando gli viene chiesto se anche la sua sia una di quelle figure di politici che vengono applauditi mentre il paese “si avvia sull’orlo del baratro” – c’è, è vivo e vegeto, combatte per difendere la verità, per evitare che venga infangata un’esperienza straordinaria come quella che abbiamo fatto”. Formigoni non si limita a difendere la sua presenza, ma esprime parole di elogio anche per i ministri tecnici che in questi giorni affollano le sale del meeting dicendo: “I ministri stanno facendo cose giuste. La mia valutazione sul governo Monti è che abbia azzeccato la prima parte anche se con un eccesso di tasse, ma permettendo di avere conti risanati, mentre stenta ancora nella seconda fase di crescita. Certo se uno di loro volesse scendere in politica avrebbe il dovere di dichiararlo adesso, Monti lo ha escluso e questo lo apprezzo molto quando dice, nel 2013 termina il mio mandato”.

E tra applausi, sorrisi e strette di mano, la domanda è sul contenuto del libro “Il buon governo”, per sapere se c’è un capitolo che parla del futuro della Lombardia e del suo presidente, anche se Formigoni su questo punto non ha niente da dichiarare.