”E’ impossibile descrivere con parole la crudeltà di tali fatti. Mi presento oggi a voi come tedesco, profondamente scosso dalla disumanità dell’eccidio qui perpetrato in nome del mio popolo. Oggi voglio commemorare le vittime di questo eccidio”. Così il presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz  ha ricordato le vittime della strage di Sant’Anna di Stazzema, il paese dell’Alta Versilia dove, la mattina del 12 agosto del 1944, furono trucidati ad opera dei soldati nazi-fascisti 560 civili, per lo più anziani donne e bambini. Ad accompagnare il presidente Schulz alla cerimonia il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi.

“Non dimenticare mai – ha ammonito Schulz – Mantenere vivo il ricordo. Affinchè mai più in Europa ideologie disumane e regimi criminali ritornino a mostrare il loro ghigno odioso. Questo è il compito che dobbiamo trasmettere alle generazioni che ci seguiranno. E’ vostro merito, il merito dei sopravvissuti di Sant’Anna di Stazzema, aver mantenuto vivo il ricordo delle vittime del massacro. Il monumento-ossario ai martiri di Sant’Anna di Stazzema è divenuto in tal modo un simbolo del perdono”.  Schulz fa riferimenti anche all’attualità: “In questo momento, nel mezzo della crisi, ci accorgiamo che in molte parti d’Europa risorgono nuovamente vecchi stereotipi, pregiudizi e si agitano addirittura i fantasmi del nemico. Il seme della discordia, per rancore degli egoismi nazionali è stato gettato. Questa atmosfera surriscaldata ha creato le condizioni perché ancora una volta in Europa si sobilli l’odio contro le minoranze. Non possiamo permetterci di ricadere negli antichi errori. Se questo spirito foriero di sciagure per i popoli europei – ha detto ancora – conquistasse la maggioranza degli Stati membri dell’Unione, se gli riuscisse di rimettere in questione il carattere di collante di popoli di questa unione, allora ritornerebbero con esso anche gli spettri della prima metà del XX secolo. La libertà, l’umanità devono essere riconquistate ogni giorno, questo – ha concluso Schulz – è il nostro compito, questa è la missione che ci hanno assegnato i martiri di Sant’Anna di Stazzema”.