Un salto nella Chinatown capitolina, nella multietnica piazza Vittorio del rione Esquilino, per  vedere come vivono le Olimpiadi Londra 2012 coloro che primeggiano nel medagliere, in lotta continua con gli Stati Uniti. Alcuni ragazzi di origini cinesi affermano: “Da noi si lavora duro, non temiamo i controlli per il doping, li facciano ai cinesi come agli altri”. Critiche poi all’offerta Rai, poco ricca di avvenimenti sportivi non solo legati alla Cina, e orgoglio patriottico per le tante medaglie d’oro fino adesso conquistate, c’è chi si distingue: sono le seconde generazioni, dalla doppia identità, italiana e cinese. “Non tifo per la nazione, mi interessa più la gara in sé e ammirare la bravura degli atleti che superano ogni limite” affermano i ragazzi. Il nazionalismo è superato , è la sana e corretta competizione individuale a trionfare. C’è chi poi passa sul carro dei vincitori senza problemi. “Tra Cina e Italia? Sto con il più forte. Nel nuoto sempre e comunque con la Cina” chiosa ironicamente una ragazza che lavora  in una enoteca a gestione cinese con personale anche italiano, sintesi perfetta di questo incrocio tra due nazioni di Irene Buscemi