In una partecipata assemblea pubblica al rione Tamburi, a ridosso dei cancelli dell’Ilva, parlano i protagonisti del blitz che giovedì 2 agosto ha interrotto il comizio dopo la manifestazione dei sindacati a difesa del lavoro di migliaia di operai. “Ci hanno detto di tutto – scandisce Massimo del comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti – Che siamo black bloc, No Tav e quant’altro. Ma dietro il nostro striscione c’erano lavoratori dell’Ilva e cittadini di Taranto che pretendono il diritto alla vita, alla salute, al lavoro e allo sviluppo sostenibile della nostra città. E sono stanchi delle inutili promesse di partiti e sindacati”. Il comitato interviene anche sulle attese decisioni della magistratura: “Se il riesame dovesse confermare il sequestro dell’impianto, noi non bloccheremo più la città, anzi andremo a rimuovere i blocchi”  di Lorenzo Galeazzi