Prima l’anticipazione fatta da Antonio Di Pietro, poi la conferma nell’aula del Senato arriva dal ministro per i rapporti con il parlamento, Piero Giarda. Il governo mette la fiducia per l’approvazione del decreto legge sul terremoto in Emilia con misure per i territori delle province di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo. Il testo è “identico a quello uscito dalla Camera”. Il provvedimento che stanzia i primi fondi per la ricostruzione dopo il sisma del 20 e 29 maggio scorso scade il prossimo 6 agosto.

“È uno scandalo – ha detto Di Pietro che guida l’unica formazione assieme alla Lega Nord all’opposizione del governo Monti –Voglio denunciarlo, me lo ha detto tre minuti fa il mio capogruppo al Senato: vogliono mettere la fiducia anche sulle misure per il decreto sul terremoto”. Poi il leader dell’Italia dei Valori attacca: “Mettere la fiducia su un provvedimento sul quale siamo tutti d’accordo serve a evitare la miriade di emendamenti che arriverebbero non dalle opposizioni, ma da una maggioranza che in realtà non esiste”.

Il rischio, spiegano diversi senatori, era che nel decreto sul sisma finissero anche provvedimenti che poco avevano a che vedere con le popolazioni. “C’erano dei colleghi che volevano inserirci dei finanziamenti per il terremoto del Belìce del 1968 e si rischiava che con decine di queste cose il decreto sarebbe scaduto”, spiega Giampaolo Bettamio, senatore bolognese del Pdl. Del resto se scadesse il decreto emanato dall’esecutivo lo scorso 6 giugno, a rischio ci sarebbero gli interventi per le scuole, e tutti i fondi 2 miliardi e 500 milioni di euro stanziati nei primi giorni successivi alle scosse.

La fiducia, che verrà votata domani mattina al Senato, mette tuttavia la sordina a qualunque emendamento migliorativo. “Il problema è che si perdono occasioni importanti: io avevo chiesto di rivolgersi alla Banca del Consiglio d’Europa, che ci avrebbe dato 300 milioni di euro al tasso dell’1 % per progetti di welfare – spiega il senatore – ma il decreto ha annulla tutto”. Walter Vitali, del Partito democratico, ex sindaco di Bologna è invece più soddisfatto. “Prima si approva, meglio è, e del resto un miglioramento si è avuto con i 6 miliardi stanziatio con la spendig review. Ora poi ci sarà da pensare a una legge per la ricostruzione”.

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