La battaglia dell’esercito siriano contro la propria popolazione “rasenta la pulizia etnica e i crimini contro l’umanità”. Usa parole dure il ministro degli esteri Giulio Terzi al suo arrivo a Bruxelles. “L’esercito siriano – precisa il titolare della Farnesina – sta combattendo una battaglia assolutamente inaudita di massacro della propria popolazione. E’ andato ben al di là di qualsiasi altra repressione vista in altri Paesi della primavera araba, qualcosa che nel nostro mondo non dovrebbe esistere. Qualcosa che rasenta la pulizia etnica e i crimini contro l’umanità”. 

Il ministro esclude tuttavia un intervento militare internazionale in Siria. “Lo escludo così come lo esclude l’Alleanza Atlantica” ha dichiarato. “La solidarietà con la Turchia è assoluta ma al momento non ci sono assolutamente le condizioni per prevedere un conflitto su larga scala”. Insomma, ha sottolineato Terzi, “non c’è nessuno scenario libico, è in corso un’azione diplomatica”.

La pressione internazionale sul regime di Damasco resta ancora molto forte, anche se non trova sbocco in una soluzione definitiva e, formalmente, in una risoluzione unitaria nel consiglio dell’Onu (i membri permanenti Cina e Russia hanno più volte opposto il loro veto). Nella notte il portavoce della Casa bianca Jay Carney ha dichiarato che il governo siriano è responsabile della sicurezza delle armi chimiche e ha sottolineato che la “comunità internazionale riterrà responsabile” chiunque del governo siriano consentirà l’uso di queste armi. “Restiamo preoccupati e siamo in consultazioni attive con i paesi vicini alla Siria” ha aggiunto Carney. 

Altre sanzioni dall’Ue: ispezioni su navi e aerei. I ministri degli Esteri dell’Ue, intanto, hanno approvato una diciassettesima tornata di sanzioni contro il regime siriano e hanno rafforzato l’embargo sulle armi, introducendo la possibilità di ispezioni su navi e aerei sospettati di trasportare armi per Damasco. La decisione è stata assunta nella riunione dei 27 ambasciatori presso la Ue che ha preceduto l’incontro tra i ministri degli esteri. Le nuove misure consentiranno ai Paesi europei di compiere ispezioni su navi e aerei dal carico “sospetti” nei propri aeroporti, porti e acque territoriali, nel rispetto delle norme internazionali, e colpiranno altri 26 individui e alcune altre entità che sostengono soprattutto economicamente il regime di Assad. Il congelamento dei beni e il blocco dei visti, sarà effettivo a partire da domani, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue. Sono già 129 le persone e 49 le entità sulla ‘lista nerà dell’Ue. Alcune di queste, come i ministri della Difesa e i responsabili dell’intelligence, sono rimaste uccise negli ultimi attentati.

Fucilati 20 ribelli disarmati. Nel frattempo, però, in Siria si combatte e si muore. Nella notte si è diffusa la notizia della fucilazione da parte delle truppe regolari siriani di almeno 20 uomini disarmati a Damasco, nel quartiere di Mezzeh, sospettati di aver aiutato i ribelli. Lo hanno reso noto fonti degli attivisti antiregime. Secondo le fonti, le vittime avrebbero età comprese tra i 20 ed i 30 anni circa. “I corpi sono stati raccolti dai quartieri di al-Ikhlas, al-Zayat, al-Farouk, Hawakir al-Sabbarah e al-Basatin e portati tutti nella moschea di al-Mustafa. Hanno diversi fori di pallottola; uno ne ha almeno 18. Tre hanno le mani legate dietro la schiena. Alcuni sono in pigiama. Molti hanno le dita rotte o amputate, altri sono stati sgozzati” ha spiegato l’attivista Bashir al-Kheir.

Già da stamani all’alba sono ripresi gli scontri armati tra governativi e ribelli ad Aleppo, prima città del Paese, a Damasco, Daraa nel sud e a Homs nel centro, causando la morte secondo attivisti di un numero imprecisato di persone, tra cui anche un bambino. I Comitati di coordinamento locali di Aleppo riferiscono di bombardamenti di artiglieria governativa sul quartiere Hanano e di scontri tra ribelli e governativi nel rione Sakhur, mentre nei pressi di Damasco nella notte almeno due persone di cui un bimbo sono morti in seguito alle violenze. Secondo il sito Facebook dei Comitati di coordinamento locali degli attivisti, aggiornato in tempo reale, sono ripresi gli attacchi delle forze del regime su Talbise (Homs) e quartieri di Homs.