Doveva iniziare lunedì 2 luglio il trasloco della procura di Bologna dal palazzo a vetri di piazza Trento Trieste agli uffici dell’ex Tribunale di via Garibaldi. Ma gli scatoloni colmi di fascicoli sono ancora al loro posto e sembra che non si muoveranno per altro tempo. Il trasferimento dei dipendenti dell’ufficio udienze e dei fascicoli dei procedimenti relativi alle udienze fissate dal 20 luglio in poi, i primi a installarsi nei nuovi uffici, slittano di giorno in giorno. Ed ora il Comune di Bologna stacca un altro assegno da 420 mila euro per gli affitti. I soldi verranno rimborsati dal ministero della Giustizia, ma intanto il conto lievita e la nuova scadenza per l’esodo degli uffici va verso settembre.

I locali di via Garibaldi 6, infatti, ristrutturati di recente per adeguarli al lavoro di una procura, non hanno ancora le carte in regola. Il progetto originario del Comune di Bologna non è stato approvato dai Vigili del fuoco, che hanno consegnato un parere condizionato da alcune prescrizioni da adempiere al più presto perchè il palazzo sia utilizzabile.

Inizialmente i rinvii erano dovuti ai problemi nella ricerca da parte del Comune di Bologna di una collocazione adeguata per la Procura. Ora, invece, sono appunto sorti nuovi problemi: manca il certificato di prevenzione incendi dei vigili del fuoco, un documento propedeutico al rilascio dell’agibilità da parte di Palazzo D’Accursio. In sostanza dovranno essere inserite delle porte antincendio sui vani scala, che erano assenti nel progetto iniziale. Una mancanza che ha bloccato tutto il trasferimento e che lo bloccherà per altre settimane.

“Speravamo di fare il trasferimento prima, ma ci sono stati problemi tecnici legati al progetti e agli arredi. È intervenuta la Soprintendenza e il riadeguamento ha comportato un ritardo rispetto alla scadenza originaria”, ha spiegato ieri in commissione il vicesindaco Silvia Giannini. “Il trasferimento doveva avvenire a giugno, invece visto che i contratti d’affitto vanno di tre mesi in tre mesi si andrà a settembre”.

Il trasloco è stato fermato dal procuratore capo Roberto Alfonso, in attesa che l’iter burocratico venga completato: risolto il problema “riprenderemo il percorso materiale per il trasloco” ha dichiarato Alfonso. Al momento è dunque tutto bloccato, e negli uffici dei magistrati e degli assistenti si respira un certo malcontento, anche perchè le ferie estive erano state organizzate proprio in funzione del trasloco: un lavoro vanificato da questi nuovi problemi.

E sono quindi inevitabili le ricadute sull’organizzazione della procura, costretta ora a richiamare indietro il personale dell’ufficio udienze e a stoppare il trasloco di magistrati, quattro in tutto, che in settimana avrebbero dovuto lasciare per primi piazza Trento e Trieste. Intanto in procura è tutto pronto da giorni. Ogni mobile nei locali degli uffici di piazza Trento Trieste è inventariato, così come i computer, e i numerosi scatoloni colmi di faldoni. E con il rinvio del trasloco il lavoro dei magistrati sarà ora più difficile, vista la complessità nel ritrovare faldoni o fascicoli dentro scatole pronte per essere caricate.

Il trasloco è stato progettato a tappe. Prima il personale dell’ufficio udienze e i fascicoli dei procedimenti fissati dalla fine di luglio, poi una prima pattuglia di magistrati e a seguire tutti gli altri. Tra gli ultimi che lasceranno gli uffici dell’attuale procura saranno i pm della direzione distrettuale antimafia, che sarebbero dovuti emigrare in via Garibaldi entro la metà di agosto, ma con i numerosi problemi ora i tempi potranno dilatarsi.

Il trasloco della procura di Bologna, oltre ai problemi burocratici e a quelli per individuare una nuova struttura, ha avuto un iter tormentato anche per il dissenso di diversi magistrati, preoccupati sia per la logistica, che per il ridotto spazio degli uffici di via Garibaldi, quattromila metri quadrati contro i seimila di piazza Trento e Trieste.