Chi è vicino a Umberto Bossi sono persone “ignoranti e imbecilli”. In più Roberto Calderoli è “un asino bardato da generale”. Francesco Belsito, ex tesoriere della Lega travolto dallo scandalo sui rimborsi elettorali, descriveva così l’entourage che circondava il Senatur al telefono con la moglie del fondatore del Carroccio, Manuela Marrone. E non risparmiava neanche commenti al vetriolo sui dirigenti del partito, tra cui l’ex ministro della Semplificazione. A pubblicare le intercettazioni è Il Sole 24 Ore e gli stralci delle conversazioni saranno mandati in onda questa sera nel corso di “Il lecito” su La7, programma di inchiesta del giornalista della testata economica, Claudio Gatti.

L’ex tesoriere raccomanda a Fincantieri Maurizio Barcella, ex autista di Bossi e suo capo di gabinetto al ministero delle Riforme, caldeggiando la sua assunzione da dirigente, proprio mentre l’azienda era in procinto di annunciare la cassa integrazione per i suoi operai. “Sbattiamocene i coglioni e pensiamo a noi”,  aveva detto Belsito a Barcella. L’ex tesoriere aveva poi spiegato di avere parlato a Sandro Scarrone, capo del personale di Fincantieri, per accordarsi sul suo ingresso nell’azienda partecipata dallo Stato. “Mauri, ho parlato adesso con Scarrone – proseguiva Belsito – Lui mi ha detto guarda, mi ha dato un consiglio: è meglio che venite giù all’una che loro devono pubblicizzare la cassa integrazione, non possono far passare il contratto da dirigente che devono fare casino col governo. Quindi sbattiamocene i coglioni e pensiamo a noi”. Per parte sua, Fincantieri ha spiegato che Barcello non è mai diventato dirigente.

Ma le intercettazioni non si limitano alle raccomandazioni. Al telefono con la Marrone, che conferma quanto il Senatur sia circondato da persone incompetenti (“Essendo lui un genio, ha potuto essere sempre contornato da imbecilli. Tanto faceva lui”), Belsito spiega che nel partito “fanno tutti i loro comodi. Non c’è un settore che funziona. Le associazioni padane non funzionano, non funziona niente”. E poi attacca duramente Calderoli e il suo ministero, di cui lui era sottosegretario. ” Qui stiamo parlando di federalismo, di riforme […] Lo sai che sono andato a spulciare quello che stanno facendo? Il niente! Io mi vergogno. C’è un casino sul territorio che non ti immagini nemmeno”. Critiche anche per il governatore del Piemonte Cota che “deve 120mila euro al partito. Deve avere dei grossi problemi anche finanziari. Spende di più di quello che ha”. Nelle intercettazioni, parlando col commercialista di fiducia Ugo Zanello, chiede come giustificare a livello contabile le sedi comprate dal Carroccio, poi descrive la gestione di bonifici e pagamenti a favore dei figli di Bossi.