In una delle provincie più disastrate dal terremoto, con interi comuni in ginocchio, con i dettami della spending review che costringeranno l’amministrazione a cercare accorpamenti con quelle limitrofe, si pensa a una nuova assunzione di un super dirigente. Succede a Ferrara, dove la Provincia ha pubblicato lo scorso 20 giugno sul proprio sito istituzionale un bando di concorso per l’assunzione a tempo indeterminato di un dirigente di area tecnica, in pratica l’ingegnere capo dell’ente che ha sede nel castello estense.

A puntare il dito contro l’opportunità di questa scelta è Liana Barbati, capogruppo dell’Italia dei Valori in Regione, che si chiede se “in un momento in cui il taglio delle Province è ancora materia d’esame al Governo, e in cui i tagli gravano sull’intera popolazione, un dirigente in più è quello che serve ineluttabilmente alla Provincia di Ferrara?”. E se lo chiederanno anche molti ferraresi, specialmente dopo aver letto le dichiarazioni di fuoco contro il decreto del governo postate su facebook proprio dalla presidente della Provincia, Marcella Zappaterra.

Marcella Zappaterra, espressione del PD locale, presidente del Cal (consiglio delle autonomie locali), tuonava fino a ieri contro l’esecutivo di Monti che “può già cominciare a nominare i commissari liquidatori degli enti locali. Dubito che gli amministratori rimangano ad aspettare di verificare il dissesto dei bilanci. Buona politica se ci sei batti un colpo”. Più o meno lo stesso tenore dei colleghi di partito e omologhi presidenti, che al proprio segretario Pierluigi Bersani rivolgevano un appello affinché “impedisca la macelleria delle autonomie locali”: “con questi tagli – riportava l’agenzia Asca – saremo costretti a ridurre i servizi ai cittadini e i tagli ai bilanci manderanno in dissesto gli enti, con la conseguente messa in mobilità dei dipendenti”.

Tra questi dipendenti sicuramente potrà sorridere invece il futuro vincitore del bando (deliberato lo scorso 5 giugno dalla giunta Zappaterra), che si potrà accontentare di qualcosa come 90mila euro, seguendo i canoni delle tabelle fornite dal servizio gestione umane dell’amministrazione. Non è la prima volta che la giunta Zappaterra finisce sulla cronaca per incarichi definiti quantomeno generosi dalle opposizioni. Già Il Fatto Quotidiano.it aveva parlato della portavoce della presidente, remunerata con 60mila euro l’anno “per la cura della posta elettronica e dell’agenda della presidente” (che, per inciso, già dispone di due segretarie in ufficio), come sintetizzò nell’occasione un altro esponente Idv, Alessandro Rorato.

Ora arriva questa nuova ventata occupazionale, nonostante il verbo della spending review ammonisca gli enti pubblici a ridurre in misura non inferiore al 20% l’organico dei dirigenti. Vero è che  il bando è stato indetto prima del decreto ancora in via di approvazione (la deliberazione del Castello numero 127/41769 risale allo scorso 5 giugno), ma indire un concorso del genere per un ente “a rischio” da più di un anno (già l’anno scorso si parlava dell’abolizione delle Province) appare quantomeno poco lungimirante. Tanto che Liana Barbati fa notare perplessa che “tagliano Province e posti di lavoro, ma Ferrara assume dirigenti”.

Eppure di contro esempi virtuosi ce ne sono. Ultimo in ordine di tempo, lo scorso 27 giugno, la revoca di un concorso similare voluta dall’assemblea legislativa regionale. L’annullamento, sottolinea la dipietrista, venne motivato sulla base dello “specifico contesto istituzionale di grave crisi economico finanziaria che sempre più richiede, in attuazione a politiche di rigore nella spesa pubblica, l’adozione di misure di contenimento di costi per la gestione del personale’, oltre che ‘le misure di riassetto dei livelli istituzionali decise con recenti provvedimenti legislativi nazionali dovranno trovare applicazione in specifiche normative regionali, avviando così possibili processi di ridefinizione organizzativa delle strutture regionali’”.

“A che scopo, mi chiedo e chiedo alla Presidente Marcella Zappaterra, assumere per licenziare – conclude la Barbati -? A meno che, non si proceda poi semplicemente spostando il neo assunto da un posto all’altro. In ogni caso, l’inopportunità di quest’azione, resta. Rischiamo di avere più dirigenti che Province, arrivando davvero al paradosso nella Pubblica Amministrazione”.