Insegnare ai baristi della House of Commons, la camera bassa del parlamento britannico, a dire di no ai parlamentari “alticci”. Questo è l’obiettivo del corso che barman e camerieri dei quattro pub all’interno di Westminster stanno seguendo in queste settimane. Le leggi che regolano le licenze alle rivendite di bevande alcoliche già lo vietano: nel Regno Unito è proibito, infatti, servire birra, vino e liquori a chi non sta in piedi o non riesce ad articolare un discorso. Ma dire di no a un MP, “member of parliament”, evidentemente, deve essere ancora più difficile, per questioni di etichetta e “rispetto”. Così, dopo tanti casi, negli ultimi anni, di parlamentari ubriachi, la House of Commons corre ai ripari e spinge il personale dei bar della camera bassa a essere più “determinato” e “professionale”.

Tuttavia, a Londra, è polemica per le nuove norme che stanno per essere emesse. Alla House of Commons e alla House of Lords, la camera alta, sarà vietato bere bevande alcoliche per il personale amministrativo: segretari, cancellieri, guardie, bibliotecari e uscieri. Ma – e qui sta la polemica – il divieto non riguarderà parlamentari e loro assistenti personali. L’ultima riforma in senso classista della politica britannica arriva dopo che, all’inizio di quest’anno, il parlamentare laburista Eric Joyce, sotto l’effetto dell’alcol, aveva picchiato altri quattro deputati. E dopo che, nel 2010, un altro parlamentare, sempre laburista, Paul Farrelly, aveva attaccato un venditore di giornali, proprio all’interno dei “sacri” palazzi del potere. A gennaio, John Bercow, lo speaker dei Comuni – una sorta di presidente della Camera -, aveva avvisato: un numero sempre crescente di parlamentari sta cercando aiuto contro l’alcolismo. E a Westminster non si contano più le occasioni in cui deputati e loro segretari si addormentano durante le sedute. Dopo un pranzo accompagnato da cicchetti e pinte.

I bar, all’interno della House of Commons, sono quattro. Uno “pubblico”, in cui si entra facendo la regolare fila, e in cui, comunque, non è raro trovare parlamentari e politici. In questo bar, solitamente, ci si incontra al termine delle delegazioni ufficiali in visita a Westminster, per continuare, di fronte a una birra, quei discorsi per cui si era stati invitati. Gli altri tre bar sono accessibili solamente ai deputati, ma anche a questi si può accedere dietro l’invito ufficiale, su carta intestata, di un MP. Ora, appunto, quei parlamentari desiderosi di affogare nell’alcol le ansie da lavoro, dovranno porsi un freno. E, se non ci riusciranno, interverrà il personale dei bar, appositamente formato, vietando loro di proseguire nelle bevute. Rimane il malcontento del personale di Westminster per il divieto “a senso unico”. Ma, già questa settimana, una delegazione di impiegati della House of Commons incontrerà il manager della ristorazione e quello del personale per discutere la nuova misura e trovare una soluzione più “democratica”.

Un portavoce del parlamento ha fatto sapere: “Stiamo lavorando per garantire al personale di Westminster un ambiente più sano e sicuro. E per consentire a chi lavora alla House of Commons di operare nel pieno delle sue potenzialità”. Come a dire, l’alcol annebbia la vista ma anche le capacità professionali. Difficile invece dirlo a quei parlamentari che, in barba alle regole valide per tutti gli altri, potranno continuare ad alzare il gomito fra una seduta e l’altra. Intanto, gli stessi deputati britannici fanno sapere: “Vogliamo più tempo libero e una settimana lavorativa di quattro giornate piene”. Al momento, le giornate di lavoro sono in genere cinque, ma talvolta si vota pure il sabato e non sono mancate le sedute domenicali. Si avvia così la discussione per ridurre l’orario, anche se è molto probabile che, in caso di “vittoria” dei deputati, venga comunque aumentato il numero di ore che ogni parlamentare dovrà obbligatoriamente passare a lavorare sul proprio territorio di provenienza.