Come ha ricordato recentemente Daria Bonfietti, presidente dell’Associazione dei parenti delle vittime, la verità sulla strage di Ustica rischia nuovamente di allontanarsi per l’assenza di collaborazione da parte degli stati verosimilmente coinvolti nel tragico incidente che costo’ la vita a 81 cittadini italiani e la mancata ratifica di convenzioni giudiziarie internazionali da parte dello stesso governo italiano. Anche il procedimento civile in corso a Palermo, dopo la sentenza che lo scorso settembre ha condannato il Ministero dei Trasporti e quello della Difesa, è sospeso fino al 2015.

Più che mai necessaria appare dunque quest’anno la rassegna Dei teatri, della memoria, organizzata dall’Associazione dei parenti delle vittime nel parco del Museo per la Memoria, dove è conservato il relitto dell’aereo abbattuto, “avvolto” dall’installazione di Christian Boltanski. Un progetto che in questi anni, grazie anche alla direzione artistica di Cristina Valenti, ha saputo rispondere con intelligenza al bisogno di ricordare, proponendo spettacoli che declinano in un’accezione originale l’ormai trita etichetta di “teatro civile”.

Dopo la serata inaugurale del 27 giugno, anniversario della strage, la rassegna entra nel vivo mercoledi 4 luglio (ore 20) con un’anteprima eccezionale : la pluripremiata Compagnia della Fortezza, fondata oltre vent’anni fa dal regista Armando Punzo nel carcere di Volterra e interamente composta da detenuti, presenta infatti a Bologna Mercuzio non vuole morire !, una tappa del nuovo progetto che debutterà ufficialmente il 24 luglio durante il festival Volterra Teatro.

Ma perché affrontare Romeo e Giulietta attraverso un personaggio secondario ? Poeta, sognatore e spirito libero, all’inizio della tragedia Mercuzio soccombe alla violenza di una società materialista e accecata dall’odio, ucciso in duello da Tebaldo, dopo essere stato messo a tacere dalle parole di Romeo : « Basta Mercuzio, tu parli di niente ! ». La sua morte scatenerà tutti i sucessivi eventi della tragedia, in cui tutti i giovani perderanno la vita. « Una metafora forte: con la morte della cultura, muoiono la speranza e le possibilità di un futuro migliore per tutti » afferma Armando Punzo, che aggiunge: « L’idea di partenza di questo lavoro è che invece Mercuzio rifiuta di adempiere al suo destino. Se lui non muore, non moriranno neppure Romeo e Giulietta e la realtà avrà una diversa possibilità di esistere ».

Ma perché Mercuzio non muoia, è necessario che a sostenerlo sia l’intera comunità dei cittadini: per questo le varie tappe del progetto prevedono il coinvolgimento degli abitanti dei luoghi dove lo spettacolo va in scena. Nelle scorse settimane Mercuzio è già sceso in piazza a Volterra e in alcuni comuni vicini, incontrando uomini, donne, bambini e adolescenti, in preparazione del festival Volterra Teatro, quando spettacolo andrà in scena in due parti : la prima dentro le mura del carcere, la seconda nelle piazze di Volterra, Pomarance e Montecatini, con la partecipazione dei cittadini.

Da Bologna Mercuzio è già passato qualche mese fa, con un laboratorio condotto da Punzo con gli studenti del Dams.  Il 4 luglio lo spettacolo approderà in una versione pensata appositamente per il giardino della Memoria, e anche qui sarà aperto a chi vorrà prendere parte all’azione scenica : per poter partecipare sarà sufficiente portare con sé una valigia e un libro. In scena, oltre allo stesso regista, ci saranno dieci detenuti-attori della Compagnia della Fortezza, un cantante e un musicista. Come le altre tappe, anche quella bolognese sarà documentata sul blog della Compagnia (compagniadellafortezza.wordpress.it) e attraverso aggiornamenti continui sui social network.

Per informazioni: www.ilgiardinodellamemoria.it

di Vega Partesotti