Dal web alla piazza, per chiedere al governo di rispettare la parola data. Così alcune decine di attivisti dell’organizzazione mondiale Avaaz hanno lanciato l’ultimo appello al presidente del consiglio Mario Monti, perché consegni alle aree devastate dal sisma i 91 milioni promessi dai partiti, all’indomani della prima grande scossa del 20 maggio. Dopo aver raccolto oltre 120 mila firme attraverso una petizione online, i militanti di Avaaz hanno abbandonato tastiera e schermo, per unirsi ai terremotati in un lungo corteo di protesta.

La manifestazione è stata organizzata a Mirandola, uno dei paesi del modenese messi in ginocchio dalle due scosse del 20 e del 29 maggio. Qui, come negli altri 103 comuni emiliani alle prese con la ricostruzione post terremoto, il sindaco Maino Benatti sta ancora aspettando la rata di luglio dei rimborsi elettorali, promessa dalle forza politiche di ogni bandiera e colore ormai oltre un mese fa. Da allora, il parlamento ha preso tempo, rimandando per settimane l’approvazione del provvedimento che dimezza i rimborsi e insieme dà il via libera alla destinazione di 91 milioni di euro alle zone del sisma. Soldi che ora si trovano bloccati in Senato, in attesa di un decreto d’urgenza, che se non arriverà entro breve manderà tutti gli impegni in fumo.

Per questo, qualche giorno fa, sul web è scattata la protesta, e l’organizzazione mondiale Avaaz, in poco più di 24 ore, ha raccolto sul suo sito oltre 50 mila firme, raddoppiate tra ieri e oggi. “Vi chiediamo di riunirvi urgentemente e di adottare una legge d’emergenza per trasferire i 91 milioni di euro di rimborsi elettorali dei partiti ai terremotati”, si legge nel testo della petizione. “In tempi di ristrettezze economiche, i leader politici devono garantire che le nostre risorse vadano a quelli che ne hanno più bisogno. I partiti hanno promesso di dare una mano per la ricostruzione: sta a voi costringerli a rispettare la parola data”.

Gli attivisti di Avaaz hanno unito la propria voce a quella dei terremotati emiliani. “I partiti  – spiega Giulia Innocenzi, attivista di Avaaz – hanno deliberatamente perso tempo in Parlamento e ora incasseranno i milioni di euro di rimborso elettorale previsti per il primo luglio, anziché darli come promesso ai terremotati. È vergognoso che la loro avidità e irresponsabilità superino persino il dovere di aiutare i cittadini di queste zone e gli sfollati. Se Monti non agirà subito, i partiti l’avranno vinta ancora una volta, e la fiducia dei cittadini nei confronti di chi ci rappresenta sarà morta e sepolta”.

Alla manifestazione ha partecipato anche il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Emilia Romagna, Giovanni Favia: “Spero che a Roma dimostrino maggior senso di responsabilità che qui in Regione, dove la nostra richiesta che poneva le medesime istanze all’indomani del terremoto, fu tacciata come cinica e strumentale”.

Il corteo è partito intorno alle 15.30 da in piazza Costituente, davanti al municipio di Mirandola, per terminare davanti alla Bbg, l’industria dove uno dei proprietari, Enea Grilli, e due lavoratori, Eddi Borghi e Vincenzo Iacono, hanno perso la vita la mattina del 29 maggio. La petizione di Avaaz, forte delle oltre 123 mila firme raccolte, è stata consegnata simbolicamente dai terremotati, da Giovanni Favia e dall’attivista di Avaaz, Giulia Innocenzi.