Il Gay Pride 2012 di Torino – più di 20 mila in piazza secondo gli organizzatori – è stato caratterizzato quest’anno soprattutto dalla celebrazione simbolica di nozze gay e lesbiche da parte di un nutrito gruppo di consiglieri regionali e comunali. Si sono alternati sul carro delle associazioni Quore e Queever,un camion con la musica che ha fatto tre tappe per i “matrimoni”. Il precedente storico in Italia è di vent’anni fa giusti, con la cerimonia officiata dall’allora consigliere comunale milanese Paolo Hutter in piazza Scala nel 1992 . Questa volta però le coppie sono state ben 28,metà lesbiche, e i celebranti 15. “ Abbiamo dovuto fermare le adesioni perché – da quando ne han parlato i giornali – continuavano ad aumentare, sia da parte dei consiglieri che da parte delle coppie e non avremmo potuto soddisfare tutte le richieste nel tempo della manifestazione” spiega Daniele Viotti, principale coordinatore dell’iniziativa e “sposo” lui stesso, assieme al compagno Daniele Salaris. Tra i partecipanti alla celebrazione ce ne sono almeno due che rompono nettamente gli schemi politici nazionali. Sono i consiglieri regionali del Pdl Daniele Cantore e Fabrizio Comba. Analoghe le loro dichiarazioni : “Sono anche cattolico, non voglio mettermi contro né la Chiesa né al partito, ma partecipare a una provocazione stimolante affinchè il Parlamento – ora che sono maturi i tempi per prevedere un riconoscimento giuridico alle coppie stabili non sposate – finalmente legiferi”. Con queste dichiarazioni Cantore e Comba cercano di dribblare il fatto che la cerimonia cui hanno partecipato invoca esplicitamente il matrimonio. La formula pronunciata dai celebranti è stata infatti quella “ vi dichiaro uniti in matrimonio”.

Mentre un pezzo del Pdl cerca di stare nella marea montante per le coppie omosessuali sfidando i vertici del partito (e sono anche materialmente “saliti sul carro”), il sindaco Piero Fassino invece ha tirato il freno. Non solo non è venuto, ma non ha fatto nessuna dichiarazione, non ammetterà mai di aver fatto ritirare la partecipazione di alcuni suoi assessori alla celebrazione. Ma non c’è altra spiegazione plausibile. Fino alla vigilia della manifestazione gli assessori Spinosa, Curti, Passoni, e Pellerino avevano annunciato agli organizzatori l’intenzione di partecipare alla celebrazione delle nozze come officianti. Poi nel giro di poche ore la Spinosa ha spiegato che – dovendo come assessore alle Pari Opportunità rappresentare al corteo la città con la fascia tricolore – non poteva al tempo stesso essere tra i celebranti. Gli altri hanno telefonato di non poter partecipare per svariati motivi personali. Ma poi sono venuti al corteo ugualmente, tutti e quattro. Senza salire sul carro dei celebranti.

Gli organizzatori della manifestazione hanno deciso un sabaudo understatement di fronte alla frenata – peraltro poco comprensibile – di Fassino. Che giunge peraltro pochi giorni dopo gli impegni confermati da Bersani per una legge per le coppie gay. Sul fronte delle manifestazioni intanto a Milano il Coordinamento Arcobaleno sta organizzando un raduno in Piazza Scala per il 27 giugno alle 17, intitolato “Vent’anni dopo:una legge per le coppie omosessuali”.

di Bruno Casula