La dittatura dei mercati potrebbe non risparmiare neppure gli Europei 2012, e i milioni di tifosi di tutto il continente che, accantonando passione e amor patrio, dovrebbero tifare Francia. Così almeno la pensa Abn Amro, gruppo finanziario olandese, che in uno studio recentemente pubblicato (Soccernomics 2012) sostiene che un eventuale successo dei Bleus guidati da Laurent Blanc farebbe bene all’economia dell’intero continente.

Il motivo è presto detto: in un momento difficile per l’Europa come quello che stiamo vivendo, la vittoria di uno Stato che è parte integrante dell’Ue e della sua direzione politica rappresenterebbe una notevole iniezione di fiducia per tutti i Paesi della traballante Eurozona. Al contrario, il successo di una nazione al di fuori dell’Ue sarebbe devastante, rafforzerebbe le posizioni degli euroscettici. Così, vade retro Svezia, Danimarca ma soprattutto Inghilterra; con buona pace del pacioso Roy Hodgson, che sperava magari di accattivarsi qualche simpatia tra le file italiane, visti i suoi trascorsi nel nostro campionato.

Perché proprio i francesi, e non noi magari? O in fondo anche i tedeschi che con noi hanno quasi sempre perso, per una volta potremmo anche concedergli un favore. Gli economisti di Amsterdam, inflessibili nel loro ragionamento, hanno una risposta anche per questo.

I Paesi periferici – la Spagna e l’Italia come Grecia e Irlanda – sono i grandi responsabili della crisi dell’euro: la coppa proprio non la meritano, e probabilmente neanche saprebbero reggerne il peso, tra bonus-vittoria da elargire e deconcentrazione conseguente. Mentre la Germania già detta legge di suo, chissà cosa si sentirebbe in diritto di fare la Merkel in caso di trionfo ad Euro 2012.

Piuttosto, per salvare la moneta unica sarebbe vitale evitare che il contagio raggiunga anche il cuore dell’Europa. La Francia, a stretto contatto sia con la penisola iberica che con quella italiana, è il Paese più a rischio in questo senso, il punto nevralgico dove le difese immunitarie dell’Unione combattono la battaglia con la pandemia. Vincere gli Europei di calcio per sconfiggere la recessione ed il rischio contagio: l’equazione è più o meno questa.

Il pronostico però è un altro: nessun dubbio, vincerà la Germania. Il metodo di previsione si fonda sull’incrocio di numerose statistiche (come la classifica all-time delle nazionali, il ranking Fifa e un sistema sviluppato in proprio da Abn Amro), e ci ha già “azzeccato” due anni fa, quando predisse il successo delle Furie Rosse al Mondiale sudafricano. Stasera i teutonici di Löew debuttano contro il Portogallo: vedremo il campo che riscontri saprà offrire alle arzigogolate teorie degli olandesi.

Che, chissà forse per scaramanzia, nel loro discorso snobbano proprio una nazione, e neanche scarsa: l’Olanda, appunto. Ma pure constatano un curioso rapporto di inversa proporzionalità tra stabilità finanziaria e supremazia calcistica: gli ultimi due Europei sono andati ai Paesi che economicamente se la passano peggio. Sarà il caso, o forse il fatto che chi viene da un Paese in sofferenza è più portato a lottare anche nello sport e a sviluppare una mentalità vincente. E dopo la Grecia nel 2004, e la Spagna nel 2008, quest’anno a chi potrebbe toccare?

 

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