Il terremoto uccide, ferisce e terrorizza. Ma sfregia anche l’arte. In Emilia come in Lombardia. E così delle trecento chiese presenti nel Modenese almeno cento sono lesionate o addirittura crollate. A Mantova è crollato il campanile di San Barbara, è stato danneggiato il Palazzo Te. Si dovranno quindi prendere decisioni importanti su un patrimonio artistico immenso. E così il prefetto Fabio Caparezza Guttuso,  responsabile dell’Unità di coordinamento nazionale dei Beni culturali, spiega al  Corriere della Sera che: “Situazioni statiche particolarmente drammatiche, legate soprattutto all’incolumità delle persone, potranno portare a scelte dolorose e non facili. Ovvero in alcuni casi, penso soprattutto a monconi di torri o di campanili, la Direzione regionale dei Beni culturali potrà decidere per l’abbattimento. Ovviamente previo parere non solo dei vigili del fuoco ma anche di tecnici del nostro ministero chiamati ad esprimere pareri rigorosamente scientifici e motivati”. Anche perché bisogna restituire i centri storici ai cittadini e limitare il più possibile le zone rosse. 

In Irpinia, era il novembre del 1980, molti beni vennero abbattuti senza consultarsi con il ministero e in Emilia questo non avverrà, almeno assicura Guttuso. I vigili del fuoco delle squadre speciali lavorano in team con i tecnici del ministero. Le macerie non verranno certamente disperse e quando sarà possibile si procederà con la ricostruzione di quello che c’era com’era. Un esempio per tutti la cattedrale di Noto, in Sicilia, “restituita alla sua bellezza usando materiali originali o ricostruiti secondo le tecniche tradizionali”, e l’Italia vanta esperti riconosciuti a livello mondiale di tecnica del restauro.

Le ipotesi di abbattimento preoccupano Pier Luigi Cervellati, urbanista e figura storia dell’Associazione Italia Nostra che propone che qualsiasi intervento venga deciso anche con l’ulteriore parere di un tecnico di statica esperto in edifici storici. “Mi trovo d’accordo anche su un altro allarme lanciato da Italia Nostra – riflette Cervellati – cioè che non si ripeta il dramma de L’Aquila dove i pochi soldi a disposizione sono stati usati per costruire  il nuovo, quando l’antico aveva bisogno di immediati interventi per poter essere riutilizzato. Così ci ritroviamo con un pessimo nuovo e un antico abbandonato”. Intanto a Mantova si contano i danni; a Palazzo Te nella sala dei Cavalli è caduta parte delle pellicola pittorica, caduti intonaci della Camera del sole e della luna, c’è una frattura nella Loggia delle muse, sono state imbracate le statue al Tempio di San Sebastiano.