Cala l’inflazione Ocse, ma in Italia rimane al 3,3%. L’organizzazione fornisce i dati sull’aumento dei prezzi, che passa a livello aggregato di tutti gli stati membri, dal 2,7 per cento di marzo, al 2,5 per cento di aprile. Quest’ultimo dato è stato influenzato dagli andamenti dei prezzi registrati nei settori dell’alimentare ed energetico. Il primo vede un forte calo nei prezzi che passano al 4,8 per cento nel mese di aprile, (rispetto al 6,5% in marzo) quindi al livello più basso dall’agosto del 2010. Frenano anche i prezzi dei prodotti alimentari portandosi al 3,1 per cento di aumento (rispetto al 3,5%). 

Per l’Italia l’inflazione si attesta per il terzo mese consecutivo al 3,3 per cento, il livello più alto fra i paesi del Gruppo dei sette (G7) che hanno una media del 2,1 per cento, mentre per l’area euro c’è una leggera diminuzione con il dato che passa dal 2,7 per cento al 2,6 per cento. Nel Regno Unito la discesa più alta dei prezzi al consumo che si attestano al 3 per cento rispetto il 3,5% di marzo; negli Stati Uniti al 2,3% (dal 2,7%), in Francia al 2,1% (dal 2,3%) e in Giappone allo 0,4% (dallo 0,5%). Stabile al 2,1 per cento invece l’inflazione in Germania, mentre in Canada sale al 2 per cento dall’1,9 per cento. Su base mensile l’inflazione cresce ad aprile dello 0,6 per cento nel Regno Unito, dello 0,5 per cento in Italia, dello 0,4 per cento in Canada, dello 0,3 per cento negli Stati Uniti, dello 0,2 per cento in Germania e dello 0,1 per cento in Francia e Giappone.

L’inflazione cala anche in Cina al 3,4 per cento (dal 3,6% di marzo), in Brasile al 5,1 per cento (dal 5,2%) e nella Federazione russa al 3,6 per cento (dal 3,7%). Salgono invece i prezzi in Indonesia (al 4,5% dal 4%) e in Sud Africa (al 6,2% dal 6,1%). 

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