Si diceva che in Romagna fosse quello di Forlì l’aeroporto malato, o “endemicamente perdente dal punto di vista economico-finanziario”, come aveva sentenziato il presidente della Camera di Commercio di Bologna, Bruno Filetti, rigettando a inizio maggio l’integrazione regionale del settore voluta dalla Regione. E infatti, il gestore forlivese Seaf procede verso la liquidazione volontaria in attesa del nuovo bando Enac, entro giugno, per cercare di riaffidare la concessione del Ridolfi ad una nuova cordata.

Tuttavia, arriva la conferma- semmai ce ne fosse stato bisogno- che pure a Rimini, a sua volta rifiutata da Filetti ma con toni meno perentori rispetto a Forlì, questi sono tempi duri. Aeradria, il gestore dell’aeroporto “internazionale” di Rimini-San Marino, accusa problemi di liquidità continui nei confronti di fornitori e dipendenti: senza ulteriori soldi pubblici non si va avanti. Ecco allora che la Provincia, primo azionista, ha deciso di fissare per il 7 giugno un’assemblea dei soci cui delegare l’approvazione di un nuovo aumento di capitale: si tratta di altri 5 milioni di euro di risorse che seguono i 6 milioni stanziati alla fine dello scorso anno. Il programma investimenti fino al 2015, del resto, incombe: a Miramare ci sono da sistemare terminal, pista e torre di controllo (quest’ultima con risorse Enav). Complessivamente il piano vale 26 milioni di euro: oltre ai 6 messi a disposizione con la prima capitalizzazione, era previsto che 5 fossero in capo alle banche locali, Cassa di Risparmio di Rimini in testa, e altri 15 alle banche nazionali. Ma queste ultime continuano a tentennare.

Rispetto ad appena un paio di anni fa, quando era il Ridolfi a contare 700 mila passeggeri annui e in Riviera bisognava ancora assettare il passaggio da scalo militare a scalo civile, c’è da dire che Rimini ha fatto passi da gigante. Nel 2012 verrà superato abbondantemente il milione di passeggeri, sulla costa adriatica solo Venezia e Bari fanno meglio. Dal 9 giugno a Rimini tornano i Jumbo Jet (Boeing 747) da Mosca, due a settimana con 520 posti ciascuno, e dal 30 giugno i voli su Mosca targati Transaero Airlines diventeranno persino di linea. Una mossa anche per mostrare a Bologna, che ha perfezionato da poco accordi con Aeroflot, che sui russi la Riviera non molla di certo la presa.

Dunque, nuovo traffico (+66,5% i passeggeri tra 2010 e 2011) e nuovi vettori al Fellini, ma a che prezzo? Se lo chiedono sempre più spesso i dipendenti (che secondo le indiscrezioni negli ultimi mesi hanno ricevuto gli stipendi in ritardo) e i creditori di Aeradria (le ditte edili incaricate dei lavori a posta e terminal), ma ormai anche qualche socio. A tutti ha provato a fornire rassicurazioni oggi il presidente della Provincia, Stefano Vitali, convocando un Consiglio provinciale “aperto” tutto dedicato all’aeroporto che ha approvato all’unanimità di procedere con i 5 milioni e in generale con il sostegno all’infrastruttura aeroportuale. Vitali, che anche oggi ribadisce di voler “cercare una collaborazione futura con Bologna”, preparandosi comunque a richiamare nuovi potenziali partner a partire dalla società veneziana Save, sui debiti ribadisce il concetto. “La situazione debitoria, dovuta sostanzialmente agli investimenti fatti su quell’hardware e quel software che ha consentito in pochi anni di ammodernare le strutture e raddoppiare il numero di passeggeri, coinvolge due soggetti sopra tutti, che hanno fortemente creduto nello scalo e nelle sue potenzialità: le banche locali e i fornitori, anch’essi per la quasi totalità imprese locali. Scegliere la strada della rinegoziazione significherebbe, come è ovvio, provocare pesanti effetti sull’economia riminese”, chiarisce il presidente della Provincia. E dunque, “la soluzione maestra, la più semplice, la più rapida, la migliore per verificare oggi interesse e attenzione, è in questa fase una sola: una ricapitalizzazione societaria che possa incanalare le nuove disponibilità e favorire nel contempo anche un riequilibrio societario in cui possa trovare spazio un diverso impegno dei soggetti locali”.

Intanto, sul Fellini insistono il rinnovo della concessione Enac e i contratti con le compagnie, considerati vincoli inaggirabili. Sul tema concessione, Vitali dice che “mettere in discussione la compagine societaria, o aprire ora in qualsiasi forma lo stato di crisi, significherebbe mettere la pietra tombale su un atto senza il quale lo scalo riminese sarebbe semplicemente un condannato a morte in attesa di percorrere il miglio verde”. I contratti, nel frattempo, “contengono clausole che, se non rispettate, metterebbero a rischio destinazioni essenziali per questo territorio, come dimostrano anche i numeri di arrivi e presenze turistiche relativi ai primi mesi del 2012”.

Tirando le somme, i soci devono riaprire la borsa, pena la rottura del giochino. Togliere al territorio riminese l’aeroporto significherebbe condannarlo a “un tramonto più probabile che ipotetico”, avvisa tutti il presidente della Provincia che sul Fellini invita i colleghi a fare autocritica: “Siamo sinceri sino in fondo, sinora sono stati maggiori gli sforzi, le attenzioni e le risorse impiegate per la realizzazione di padiglioni fieristici e centri congressi piuttosto che per lo sviluppo di una struttura ‘a servizio e completamento’ indispensabile come l’aeroporto”.