Ilfattoquotidiano.it aveva denunciato lo scorso marzo i disagi causati dai lavori per la costruzione dello svincolo di Lambrate sulla tangenziale est di Milano. Il cantiere infinito, bloccato più volte, è da poco ripartito, grazie all’accordo raggiunto tra la Milano Serravalle, società appaltante, e le imprese Pessina Costruzioni e Consorzio Cooperative Costruttori. Se tutto andrà come previsto, tra poco più di un anno e mezzo reti e recinzioni verranno finalmente levate. Lo stato di abbandono del cantiere e i problemi causati agli abitanti della zona, nella periferia di Milano al confine con Segrate, erano stati mostrati in un video pubblicato sul nostro sito (sotto) da Nicola Fasani, in arte Faso, bassista di Elio e le storie tese.

Un cantiere aperto per la prima volta nel 1992 e poi chiuso per l’innalzamento della falda acquifera. Riaperto negli ultimi anni e di nuovo bloccato per il medesimo problema. Il nuovo cronoprogramma prevede che i lavori terminino all’inizio del 2014, “grazie a un accordo su una questione che metteva in discussione la qualità di vita di chi abita in quella parte di città”, commenta Luca Giuliante, legale di Pessina Costruzioni e Consorzio Cooperative Costruttori.

“Anche il video de ilfattoquotidiano.it ha fatto la sua parte”, ammette Mario Martino, dallo scorso dicembre direttore generale della Serravalle: “L’ho proiettato nella seduta del consiglio di amministrazione che doveva decidere sulla vicenda. Ho detto ‘questo è quello che si vede lì e quello che vedono tutti i cittadini di Milano, per cui dobbiamo arrivare a una soluzione’”. L’accordo prevede che sull’aumento dei costi subiti dalle imprese per l’innalzamento della falda deciderà una commissione di esperti di cui fa parte anche l’ex rettore del Politecnico di Milano, Giulio Ballio. E’ stata stralciata dall’appalto la parte riguardante la viabilità di Segrate, quella più interessata dal problema della falda. Mentre i lavori per la costruzione delle otto rampe dello svincolo dovrebbero concludersi a cavallo tra 2013 e 2014. “Fondamentale è stato un nuovo rapporto di fiducia reciproca tra le parti – spiega Guido Stefanelli, amministratore delegato di Pessina Costruzioni -. I lavori sono ripartiti alla grande, speriamo di poter presto dire ‘abbiamo finito’”.