Taglio del trenta per cento degli stipendi per i membri del governo: le promesse di Francois Hollande in campagna elettorale sono diventati fatti dopo la sua elezione. Il primo Consiglio dei ministri francese del nuovo Governo guidato da Jean-Marc Ayrault ha deciso, infatti, la decurtazione degli stipendi dei componenti dell’esecutivo, in linea con quanto annunciato dal neo presidente della Repubblica francese nel novembre scorso. L’esatto opposto di quanto fatto da Nicolas Sarkozy al suo arrivo all’Eliseo, quando aveva quasi triplicato il suo stipendio netto, portandolo da 7.084 a 19.331 euro.

Con questa decisione di Hollande, la retribuzione lorda di un ministro del Governo Ayrault scenderà così da 14.200 euro a 9.940 euro, mentre quella di un segretario di Stato da 13.490 a 9.443 euro. E nel futuro prossimo toccherà anche al presidente della Repubblica e al premier subire lo stesso taglio, anche se servirà una modifica della legge in Finanziaria. Questa modifica, si legge nel resoconto del Consiglio dei ministri, “sarà realizzata nella prossima manovra correttiva con un entrata in vigore retroattiva al 15 maggio”. La retribuzione lorda di Hollande e di Ayrault passerà quindi da 21.300 euro a 14.910 euro.

Immediata la reazione dell’opposizione. Il segretario generale dell’Ump, Jean-Francois Copè, parla di decisione ‘demagogica’. “Il primo governo del presidente Francois Hollande -ha sottolineato Copè in una nota – conta 14 membri di Governo in più rispetto al primo esecutivo di Nicolas Sarkozy: si passa da 15 ministri, 4 segretari di Stato e un Alto Commissario a 34 ministri e viceministri, ossia un aumento del 65 per cento. Il calo degli stipendi del 30 per cento, quindi, non può nascondere questa realtà: il Governo di Hollande costerà molto più caro al contribuente“.

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