”Finiamo la campagna elettorale, e poi chiederò un appuntamento con Pier Luigi Bersani e Silvio Berlusconi per sapere se vogliono continuare a sostenere il governo Monti, oppure se intendono continuare a cercare sempre nuovi argomenti per distinguersi”. Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc, vuole chiedere un appuntamento ai leader del Pd, Pierluigi Bersani, e del Pdl Silvio Berlusconi e naturalmente il segretario Angelo Alfano. “Finiamo la campagna elettorale, poi parliamo seriamente di tutto” dice l’ex presidente della Camera a margine del suo intervento al congresso nazionale delle Acli.

“Io mi rendo conto di essere in minoranza, ma ormai è il mio destino, in minoranza con Prodi, in minoranza con Berlusconi, resterò in minoranza anche adesso. Ma io le promesse e la demagogia fiscale ritengo che siano un tumore per il nostro paese. Io credo – aggiunge Casini – che bisogna continuare a rafforzare lo sforzo di Monti che naturalmente sa bene, come tutti noi, che c’è una pressione fiscale eccessiva forse insostenibile, ma che questo avviene a causa dei tanti che non pagano le tasse. Se ci fosse meno evasione ci sarebbe una pressione fiscale più compatibile per tutti. Per cui la prima cosa è la lotta all’evasione fiscale. La seconda, se dalla lotta all’evasione si avrà un extragettito, se la ripresa dell’economia funzionerà, ci sarà un alleggerimento della pressione fiscale sulle famiglie e sulle imprese. Ma oggi non è il momento delle promesse demagogiche con le quali questo paese è arrivato dove è, cioè vicino alla Grecia non solo geograficamente”. 

A stretto giro arrivano le risposte dei partiti chiamati in causa. “Vedo che anche Casini si dedica alla pretattica. Noi non partecipiamo. Non siamo gente che trama alle spalle. Per noi si va al 2013. Chi ha intenzioni diverse non ce le attribuisca- dice il segretario del Pd Pier Luigi Bersani. L’ex ministro del Sviluppo economico smentisce le indiscrezioni secondo cui il partito sarebbe pronto ad andare ad elezioni anticipate. Certe intenzioni non vanno attribuite ai democratici e conferma che per i “Dem” l’orizzonte resta quello della scadenza naturale della legislatura nel 2013

“Tra una provocazione e l’altra, forse figlia del nervosismo dell’Udc per il dinamismo e la centralità dell’iniziativa di Angelino Alfano e del Pdl, emerge sempre più chiaramente il fatto che l’onorevole Casini si è dato come regola unica quella del vecchio cartello ‘non parlare ai conducente’ o ‘non disturbare il manovratore'” dice Daniele Capezzone. Il portavoce Pdl dice: “Noi, viceversa, siamo preoccupati soprattutto per i ‘passeggeri’, cioè i cittadini italiani tartassati. Riteniamo che avanzare suggerimenti e proposte, in primo luogo in materia fiscale, sia un modo serio e vero di aiutare anche il ‘conducente’. Aiutare il governo a non farsi dettare la linea sul lavoro dalla Cgil, e a evitare gravi errori sul piano fiscale, è un modo di rendere più sicuro il cammino dell’esecutivo. Invece, dire sempre sì o tacere anche quando si sta sbagliando strada è un modo per andare a sbattere”.