Ancora nessuna novità per i dodici attivisti arrestati a Montichiari (Brescia) sabato scorso  a seguito della manifestazione che ha coinvolto oltre mille partecipanti per far chiudere lo stabilimento di Green Hill dove vengono allevati cani beagle da sottoporre alla vivisezione.

Tra i fermati, che si trovano oramai in carcere dal pomeriggio di sabato 28 aprile, ci sono anche una donna bolognese, un uomo di Argelato (Bo) e una ragazza di Ferrara. Su tutti pendono capi d’imputazione pesanti: rapina, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, furto aggravato in concorso e violazione di domicilio aggravata in flagranza di reato.

In queste ore è in corso l’udienza che dovrebbe portare o alla convalida del fermo o alla liberazione degli attivisti. Gli avvocati non si sbilanciano ma c’è cauto ottimismo soprattutto perché tra i tanti partecipanti alla manifestazione serpeggia stupore rispetto ai reati contestati.

“Intanto non c’è stata flagranza di reato”, spiega Piercarlo, portavoce di Occupy Green Hill, “altrimenti ci sarebbe stato un processo per direttissima che non c’è stato. Ora il giudice, dopo aver portato a termine l’udienza per le otto donne arrestate sta presiedendo l’udienza per i quattro uomini coinvolti. Verosimilmente per nessuno di loro ci sarà custodia in carcere: o arresti domiciliari o liberi e basta”.

La dinamica che ha portato agli arresti di sabato scorso non è ancora molto chiara, ma le forze dell’ordine che erano presenti in non più di una trentina davanti agli stabilimenti di proprietà della multinazionale Marshall pare non abbiamo fermato le persone mentre si passavano i beagle “liberati” oltre le reti che delimitano i capannoni Green Hill, ma successivamente tra le vie della zona industriale di Montichiari. Alcuni testimoni riferirebbero anche di alcune macchine della Polizia Municipale nell’atto di fermare passanti, o occupanti di automobili in transito, con cuccioli in braccio.

La manifestazione ha visto una partecipazione altissima di donne di ogni età, almeno il 70% del totale, e anche per questo i fermi per reati “gravi” sono almeno per tre quarti al femminile. “Mentre le signore sono state trattenute in un carcere modello, i quattro uomini sono stati tenuti per due notti in uno dei peggiori istituti di pena d’Italia: il carcere di Canton Mombello con una media di otto detenuti per una cella da 3”, conclude il portavoce di Occupy Green Hill, “eppure queste persone nemmeno dovevano andare in carcere, visto che erano stati “fermati” e non “arrestati”.

“Alla fine i cuccioli “liberati” da Green Hill”, afferma una manifestante del corteo di sabato, “sono stati circa una trentina ed è probabile che in questo momento stiano dormendo sonni più tranquilli da quelli vissuti nel lager di Green Hill”